I pesci non chiudono gli occhi

 I pesci di Erri

Fra i mille talenti che di Erri ammiro c’è la memoria, poter ricordare puntualmente senza ricorrere alla rivisitazione degli eventi. La cura dei particolari, soprattutto quelli emotivi, emerge naturalmente nel suo narrare.

E’ un’abilità che anch’io vorrei, a Erri la invidio.

Il dettaglio spontaneo dei sentimenti, la presenza vivida delle sensazioni, così intatte e precise, sono un dono particolare, una fortuna che io non ho. O le catturo all’istante, scrivendone forsennatamente, o le perdo per strada e di loro mi rimane solo l’alone.
Scrivere serve anche a ricordare, che lo si faccia nell’immediatezza o dopo decenni. Continua a leggere

La pelle grinzosa

La pelle grinzosa

La pelle grinzosa ha una sua geometria, ne percepisco la logica nelle pieghe avvizzite che attraversano il corpo in rete fitta. Pieghe dalla bellezza decadente, vagamente oblique, del tutto irrazionali. Sono cellule morte che non si rinnovano e portano dentro il passare degli anni. Tocco le braccia di una donna che soffre, i polpastrelli sfiorano il disegno del tempo, le tribolazioni scritte sull’intricato reticolo da un inchiostro indelebile color della pelle. Quel rosa giallognolo che hanno i ricordi, opachi e svaniti nella memoria perduta. Continua a leggere

La sposa giovane

La sposa giovane

La musica è finita, combinazioni inedite di note non ne esistono più, tutte già scomposte e ricomposte in accordi ormai chiusi che partono e ritornano con le ondate e le mode. Così la letteratura, un nuovo narrare non è possibile, stili e forme son già tutti esplorati, spazi vuoti di ricerca non ce ne sono. Che sia retorica da luogo comune mi pare ovvio, soprattutto dopo aver letto La sposa giovane.

Alessandro Baricco ha inventato, ancora, ancora e ancora, qualcosa di nuovo che prima non c’era, qualcosa che ha a che fare con lo scrivere e anche col musicare.

Azzardo una definizione pomposa: “narrazione transeunte” ovvero narrazione che passa, per sua stessa essenza, da un personaggio all’altro, fra reggente e subordinata, fra le righe di un periodo, fra il soggetto e il complemento. E non c’è punto a capo, solo qualche virgola, ogni tanto. Continua a leggere

Silverstone_10

Silverstone_10Incombente la cupezza del cielo, optical gli sfalci simmetrici del green
che costeggia il circuito. E’ Silverstone, patria della pioggia, che
forse solo Spa può eguagliare.

Aver involontariamente perso Spielberg_09 mi carica di aspettative:
Sarà cambiato qualcosa?
Che il circus, per un giorno, possa capovolgersi?

La safety nei primi giri.
Lewis che vola via.
Il folle sorpasso di Verstappen su Nico che gli regala una menzione
speciale nella storia della F1.
Il vento che è definitivamente cambiato in casa Mercedes.

E le Rosse.
Lacune nello sviluppo, il telaio che non compete, una stagione da rifare.

Tutto come prima, o forse peggio.

Silverstone_10_cambio canale e guardo Wimbledon.

22×2=44

22x2=44Doppio numero doppio.

La cabala è il libro dei sogni; se conto lentamente fino a 22, potrebbero anche avverarsi. Oggi affronto il 44, che anche questo è un traguardo, non so bene di cosa.

Gli anni circumnavigano i giorni, o forse è il contrario quando la storia si ripete.

Nei corsi e ricorsi emerge il vissuto con le stratificazioni del quotidiano che ispessiscono e temprano, che invecchiano e ammorbidiscono, che regalano grazia, pazienza, tolleranza.

Nella simbologia istintiva che da sempre coltivo le doppie cifre, la specularità, sono terreni fertili per intuire nessi e azzardare collegamenti. Che sono solo miei, lo so, come tutti i nonsensi che scrivo, questo compreso.

Nel doppio ci sto.

Il mio giorno, i miei anni. Oggi.

22×2=44

 

 

Baku_08

Baku_08Torrioni medievali e palazzoni moderni, è nella città del vento che le monoposto volano a 378 km orari. Missili lanciati in un circuito cittadino di rigide prospettive fra le barriere e i muretti che lo circondano stretto.

La curva millimetrica nella salita impervia, il rettilineo infinito, i margini che si allargano e si restringono a dilatare il respiro dei piloti. Una Montecarlo che non è. Continua a leggere