Rumore bianco*

Non so cosa darei per avere un po’ di rumore statistico in testa.”
Un po’ di cosa?”
Di rumore bianco, hai presente?”
…ah si, quel libro assurdo di Don de Lillo. Non sapevo l’avessi letto. A me non è piaciuto.”
Non l’ho letto, Rebi e non so di cosa tu stia parlando. Io mi riferivo ad un concetto statistico molto semplice.”
Gian, lo sai che sono un’archeologa, di statistica non so nulla. Cos’è questo rumore bianco e statistico?”
È quando inserisci dati alterati in un campione per poterli anonimizzare.”
Ah ecco…e secondo te così ho capito? Se parli in italiano, magari… ”
Si tratta di immettere elementi di disturbo in un insieme omogeneo al fine di renderlo disomogeneo per non poter ricondurre le singole informazioni dell’insieme alla loro vera origine.”
Cioè vuoi farti del casino in testa?”
Più o meno. Vorrei riempirmi il cervello di variabili casuali in modo tale da non distinguere più quali cose mi fanno soffrire e quali no. Un bel minestrone di frutta e verdura, di terra e di vento, di sangue e di lacrime.” Continua a leggere

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Nel come cade una foglia*

Lo sai che vorticano in aria senza una traiettoria precisa?”
“Cosa?”
“Le foglie, Rebi. Guardale, soffermati a fissare quell’acero laggiù, vedi che ogni volta che una foglia si stacca da un ramo, insegue un’onda d’aria diversa prima di precipitare al suolo?”
“Vedo. È la parabola discendente che impone loro il vento, a seconda della direzione che prende e dell’intensità con cui spira, credo.”
“Le foglie non hanno alcun potere di decidere come sarà la fine della loro storia. Non sanno quando arriverà il momento del distacco, non possono opporsi all’abbandono, né in qualche modo ribellarsi. Devono accettare tutto così, passivamente: il distacco, la parabola discendente, il casuale approdo sul terreno.” Continua a leggere

Nel come girano le cose*


Tutto sta nel come girano le cose. Se un giorno sembrano negative è solo perché il sole è sorto male, ha dato una spintone alla luna e tutte le costellazioni si sono scardinate. Mica è colpa tua, Gian, se il cielo oggi ruota al contrario.”
Tu sei fuori di testa, Rebi. È la terra che gira, non il cielo.”
Appunto! Ribalta gli schemi!”
Ok, sei fuori di testa all’ennesima potenza.”
No, guarda che è vero, se pensi che le cose vadano male per colpa tua non ne vieni più fuori. Sposta il pensiero su una banda collaterale, attribuisci un significato diverso alle cose fai, incardina ogni pezzo di giornata in uno schema speculare al tuo solito modo di ragionare. Non è così difficile, fidati di me.”
Parli come uno di quei libri che ti insegnano a meditare, a ritrovare te stesso nel silenzio, ad estraniarti dalla quotidianità. Che è, sei diventata una guru?”
Chi, io? Ma figurati! Ho solo imparato a farmi scivolare sopra le negatività, ho trovato un modo tutto mio di fare auto-terapia. Funziona, sai?” Continua a leggere

Il silenzio

Scrittura nordica per una copertina artica che somiglia al mio scatto inspiegabilmente blu delle valli di Campagnola Emilia fissato all’alba di qualche inverno fa.

Il Silenzio di Erling Kagge è più alla portata della meditazione di Kabat-Zinn, ha a che fare con il riuscire ad estraniarsi in sé stessi, senza bisogno di luoghi dedicati, posture del corpo, archi temporali da ritagliare nella quotidianità. È un silenzio riconciliativo, che solo da noi dipende per un equilibrio agognato che tanto poi si spezza. Un libro furbo, pieno di citazioni e scritto senza sforzi.

Il silenzio, però, assoluto non lo è mai.
È su questo che rifletto e intanto aspetto che il tempo passi e curi. Continua a leggere

Il più e il meno nel mestiere dello scrittore

 

 

 

 

 

 

 

In comune hanno niente.
Antipodi di scrittura, umanità distanti, cervello e ventre.
Uno rigoroso nel descrivere l’impossibile, l’altro viscerale nel raccontare la realtà.

Il mestiere dello scrittore è così simile a L’arte di correre che fa quasi innervosire: i cassetti mentali da cui attingere ricordi, l’esercizio costante senza cui il talento è destinato a svanire, il prendersi cura del corpo per avere la mente libera e pronta per raccontare, il disinteresse per i premi letterari, tema specioso, in verità.

Il più e il meno è una miscellanea di spezzoni già echeggiati, di evidenze già vissute, di temi che ritornano senza invecchiare, di introspezioni gelide che hanno dentro il fuoco. Continua a leggere

A caso, di nuovo

Avvicinarsi incautamente, come se il giallo che inonda
fosse bagliore di passaggio e non spettacolo immanente.
Provare anche a ricordare, non per indugio, ma per evolvere,
nell’incrollabile fierezza di chi pretende di sapere.

Cullarsi stretti in quel varco dove rude e delicato han confini troppo vacui,
dove incrollabile è la pervicacia di capirsi fino in fondo.

Aggrapparsi ad un dirupo che nel profondo ha un’onda curva
quasi quanto l’altalena degli umori che traboccano.
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Di certo non vicino a te

Sai cosa vuol dire promettere quegli impegni che si prendono perché ci si crede quei patti che mai ti sogneresti di spezzare perché chi hai davanti è il tuo universo e non ti sfiora nemmeno l’idea di poter ferire chi ti ha salvato dall’opacità delle giornate inutili da un’esistenza pallida a passare il tempo a dire e fare ciò che ci si aspettava da te ma di cosa volevi tu nessuno si interessava se non lei a cui hai promesso di non sparire mai perché ti sembrava di aver scoperto finalmente il mondo e per la prima volta in vita tua aver qualcosa di bello a cui pensare giorno e notte in ogni istante con la certezza di essere in due e non avere dubbi che la volevi sempre nel sottofondo continuo della sua presenza a dare corpo ai desideri così accogliente e profumata così morbida e sicura allora guardami negli occhi a pochi centimetri di distanza che è così che voglio pensarti quando non ci sei che è così che ti ho dentro anche quando sei qui e ti faccio le sorprese che non ti aspetti le tocco con le dita e mi ci aggrappo Continua a leggere