Se sei Ermete

Perché ti hanno dato un nome così, che sembra uno strumento di misura, una cornice rettangolare senza valvole di sfogo, un monte livellato con le cime non più appuntite: Ermete? I vestiti ti vanno stretti, ti muovi goffo nel peso ingombrante che hai, ad ogni sguardo ti vergogni, vorresti essere diverso, molto diverso da quello che sei. Continua a leggere

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Se sei Edda

Le hanno dato un nome antico, non da ragazza, un vocabolo breve di sole quattro lettere e due “d” così dure nel mezzo da non lasciare spiraglio alla dolcezza.
Edda, un nome che non ha musica né grazia, pare una pietra poggiata per terra a fermare carte scritte a mano che nessuno legge più. Un appellativo da donna fatta e finita che non si addice ai suoi sedici anni, né ai suoi lunghi capelli. Continua a leggere

Mattino profumato


Sono malato.
Diagnosi tardiva, speranze di vita scarse, così dicono.
Non rimane molto tempo, giusto uno scampolo strappato di esistenza.
Nel mio amore per lei c’è tutto il mio egoismo.
Se vivo Margherita, quasi mi illudo di non dover morire.
Con rassegnazione affronto ciò che c’è da affrontare. Continua a leggere

Riparare i viventi

Crudo, involuto, sovrabbondante nei dettagli anatomici, dispersivo nelle storie collaterali, impersonale nelle descrizioni dei sentimenti atroci di due genitori che perdono un figlio.

Caotico nei fili logici, eppure doloroso. Talmente doloroso da non voler leggere certe righe, certi passaggi estremi di sangue, di divaricatori a cremagliera, di ventricoli e perfusioni. Continua a leggere