Le radici della terra

Le radici della terra

Cent’anni ci son voluti per rigenerare questa terra.
Braccia di contadini dai nervi esposti a coltivare, fatiche immani, speranze fiere, muscoli protesi alla stagione dei nuovi frutti.

Il vorticare della polvere nel susseguirsi delle intemperie, le brume del mattino che inumidiscono la superficie, planano in alto le radici della terra. Continua a leggere

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Vien buio a casa di tutti

Vien buio

Vien buio a casa di tutti.

Di quelli che si professano degni e degni non sono, di quelli che si stupiscono dell’ovvio e oltre non san vedere.

Vien buio ovunque da queste parti.

A casa di quelle che si fingono modeste, ma di violenza sono intrise.
Di quelle che tengono il profilo basso e poi, supponenti, manovrano i fili di vite altrui.
Di quelle sguaiate che sbraitano nei corridoi e inventano storie per incantare serpenti. Continua a leggere

Stebro

Stebro

Gli hanno detto di lasciar perdere, che di speranze non ce ne sono.
Le ricerche ufficialmente si interrompo, Stebro non ha lasciato tracce nel mondo.
Se è sparito per sua volontà, allora è giusto lasciarlo andare.
Se qualcosa o qualcuno se l’è portato via, allora non c’è più niente da fare.

Gli hanno detto che illudersi di ritrovarlo non è cosa saggia, meglio aggrapparsi al presente e provare ad immaginare il futuro, come si può.
Nove anni di vita insieme, un amore condiviso, alti e bassi, come in tutte le coppie.
Stebro e Hubino, un litigio più violento del solito, uno schiaffo, parole prepotenti, come può capitare. Continua a leggere

Rigagnoli

Rigagnoli
Rigagnoli, che a guardarli bene paiono tracce, che a toccarli sembrano solchi, percorsi nodosi che scivolano nel profondo.
Rivoli, che scorrono liquidi sulla pelle; sono rughe inarrestabili, segni tangibili di un tempo che non è più.

Nella mente polveri argentate che sfilano fra i capelli quando non è possibile darsi pace. Fotografarle cercando la luce giusta è quasi un pretesto, imprimerle nella mente è solo il preludio di un ricordo, uno di quelli da non custodire in valigia. Continua a leggere

Storia di chi fugge e di chi resta

Storia di chi fugge e di chi resta

L’ho terminato da qualche settimana e ancora ci penso.
Immergersi in un libro è esperienza comune per chi ama leggere; entrarci al punto tale da sentirsi al centro delle vicende narrate è cosa che accade raramente, anche per chi è abituato a divorare romanzi.

Ancora ci penso, si, e in un modo che mi sorprende.
E’ un pensiero che trascende la trama, le vicende narrate, il carattere delle protagoniste, le loro traversie. E’ una riflessione sul valore testimoniale di una narrazione italiana di qualità eccelsa, di una Meglio gioventù ampiamente estesa e raccontata con parole crude, immediate, assolute. E’, anche, il realizzare che la saggezza alberga dove si affronta la vita, dove non si eludono i problemi, dove la grettezza e la violenza del mondo costringono a crescere, comunque. Continua a leggere

Clangore

Clangore

Rumore sordo di ferri che stridono. L’eco risuona e si irradia potente.
Gli occhi schiudono lievi, intolleranti al fastidio di uno strepito rauco.
Debolmente le labbra si increspano, in una smorfia stonata di finto disgusto.
Le mani scacciano l’aria, di sibili densa e di presagi foriera.
La mente cerca risposo, nessuna invadenza, l’assenza ed il vuoto. Continua a leggere