E’ la storia che ritorna

Era uno di quei momenti in cui avevo smesso di sperare. Mi ero abituata al tennis di livello eccelso appiattito sullo strapotere del numero 1, ai pochi cedimenti nel gioco di potenza, al ragionierismo quadrato, seppur mirabile, di un’epoca tennistica in cui le differenze fra il primo e gli altri si misurano in muscoli, solidità, completezza dei colpi e non in stile, millimetri o nel creare un gioco nuovo e farlo diventare perfetto.

Avevo smesso di sperarci e invece oggi Roger e Rafa si sfidano mostrandosi al mondo come dieci anni fa e noi tifosi nostalgici esultiamo, perché è un regalo inaspettato che nemmeno osavamo sognare.

Basta guardarli mentre entrano in campo per capire che loro sono un’altra storia, la modestia che si fa autorevolezza, il profilo alto di chi è campione perché in questo sport ha segnato un’era, non un semplice passaggio generazionale. Continua a leggere

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Le ragazze

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Talmente lontano da me da rimanerne colpita.

Droga, sregolatezza, guru, alcool, sesso, sporcizia, violenza, parole nel vuoto.

Siamo alla fine degli anni sessanta, c’è una Comune, una bambina di dodici anni che passa troppo tempo da sola, due genitori assenti, Le ragazze che covano il male e un doppio registro narrativo senza pretese.
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L’ultima opportunità

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Che cosa aveva fatto?
Si era messo a raccontare bugie alla sua età. Il fatto che non avesse mai mentito prima, almeno su cose così importanti, poteva anche deporre a suo favore. Ma lui aveva premeditato, costruito e portato a compimento una lunga e difficile concatenazione di fatti menzogneri. Come attenuante c’era la certezza di non aver ferito nessuno, almeno consapevolmente, perché ciò che giungeva a termine a seguito di quelle menzogne, era già terminato da tempo.
Bastava solo prenderne atto. Civilmente. Continua a leggere

Ancora la notte*

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“Sai perché sono finito sotto quel camion? Per lo stesso motivo per cui ho smesso di ridere, per lo stesso motivo per cui ho consumato le suole delle scarpe da ginnastica a furia di correre, per lo stesso motivo per cui non ho mai più mangiato un gambero.”

  “….”

  “Non lo vuoi sapere, Beatrice? Non vuoi che te lo dica?”

  “Non fare così…” Continua a leggere