Petali

Ti inerpichi su strade conosciute e ti ritrovi a numerarli.
Perdi il conto, da capo ricominci
il bandolo non c’è.

Ti confonde la sghemba geometria che fa da sfondo
smarrisci il filo del ricordo
non lo ritrovi più.
Quanti ne cadono lungo la via
da te stesso lastricata
di cosa poi e perché? Continua a leggere

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Ciò che non è

Niente di tangibile.

La concretezza è ciò che tocchi con mano, non le scie di ricordi che ti porti dietro, quelle son fatte per i nostalgici che temono il presente.

“Non sei capace di astrarre”.
Questa è l’accusa. Ma astrarre vuol dire farsi bastare ciò che non è, accontentarsi dell’evanescenza; significa togliere, ogni giorno un pezzo, per ridurre all’osso il senso di questi anni, gli investimenti fatti, il tempo trascorso. Continua a leggere

Un solo istante

Un solo istante.

Me l’hai chiesto tu, per voltarti indietro e soppesare; forse per coprire, con l’interezza di uno sguardo, i pavimenti e le pareti, i lunghi anni e i sentimenti. Un solo istante per fissare, nei tuoi occhi felini, la sicurezza miope di una casa senza polvere. E’ negli angoli bui che ti ritrovi, donna senza fede, che di incoerenze non ne hai. Continua a leggere

Tutto il superfluo che la mente non vuole

Hai presente quelle parole che si dicono così, senza saperlo? Quelle frasi che vengono fuori senza rifletterci e che magari neanche condividi? I filtri si azzerano, nel cervello i circuiti rimbalzano e si attiva un meccanismo per cui chi parla non sei tu, ma i tuoi pensieri, direttamente.

In una mattina di sole ti incammini lungo un sentiero di campagna e fra il grano che cresce alla tua destra e il contadino che dà acqua alla vite alla tua sinistra, ti esce una frase così:

“Anche l’uovo ha le sue ragioni, bisogna ascoltarle.” Continua a leggere