22×2=44

22x2=44Doppio numero doppio.

La cabala è il libro dei sogni; se conto lentamente fino a 22, potrebbero anche avverarsi. Oggi affronto il 44, che anche questo è un traguardo, non so bene di cosa.

Gli anni circumnavigano i giorni, o forse è il contrario quando la storia si ripete.

Nei corsi e ricorsi emerge il vissuto con le stratificazioni del quotidiano che ispessiscono e temprano, che invecchiano e ammorbidiscono, che regalano grazia, pazienza, tolleranza.

Nella simbologia istintiva che da sempre coltivo le doppie cifre, la specularità, sono terreni fertili per intuire nessi e azzardare collegamenti. Che sono solo miei, lo so, come tutti i nonsensi che scrivo, questo compreso.

Nel doppio ci sto.

Il mio giorno, i miei anni. Oggi.

22×2=44

 

 

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Baku_08

Baku_08Torrioni medievali e palazzoni moderni, è nella città del vento che le monoposto volano a 378 km orari. Missili lanciati in un circuito cittadino di rigide prospettive fra le barriere e i muretti che lo circondano stretto.

La curva millimetrica nella salita impervia, il rettilineo infinito, i margini che si allargano e si restringono a dilatare il respiro dei piloti. Una Montecarlo che non è. Continua a leggere

Montréal_07

Immagine

Montreal_07E’ su un’isola artificiale che si corre.

Seb è un fulmine scagliato da sinistra.

Le gomme rosse che nessuno si aspettava, il graining nero alla fine di ogni stint.

L’hammer time e la danza della pioggia con gli occhi incollati al monitor dei tempi.

E’ una gara di nervi, per chi sta in pista, per chi segue da fuori.
A crederci davvero non ci siamo più abituati. Continua a leggere

Che entri pure l’acqua

Che entri pureSe non fosse per la finestra aperta, tutt’intorno sarebbero confini.

Non ci sono pareti bianche, non c’è luce che scende dal soffitto, non c’è pavimento da calpestare. Trasparenti gli arredi, vuoti gli spazi che erano dei quadri.

C’è un cielo da guardare, la nebbiolina che dissolve con il rischiarare, le fronde in lontananza a sillabare un ritmo acerbo.
I suoni – l’udito si affina – sono gli esseri umani nelle case circostanti, è la natura incontenibile d’inizio estate, incauta nei mutamenti, inquieta nel suo fluire.

C’è il vento, soprattutto. Continua a leggere