Informazioni su Stefi

Nel mio tempo, scrivo. Romanzi, racconti, storie.

Da quassù***

Non mi sarei dovuto fidare. Il coordinatore aveva ragione, troppo rischioso lasciarli andare da soli. Avrei dovuto tenerli con me, ma Cecilia mi ha implorato, ha insistito lucidamente con la tenacia che la contraddistingue e Damiano, poi, ha tirato fuori quello sguardo sognante da bambino che desidera un regalo.
Non ho saputo dire di no. Per poterli tenere d’occhio con un solo sguardo avrei dovuto costringerli a fare il medesimo percorso. E invece li ho lasciati liberi, lei è scesa in golena, lui si è inerpicato sull’argine. Continua a leggere

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Sull’argine**

Incerto cammina sul bordo del fiume, in una mano un bastone, nell’altra parole.
Quel ceppo di legno, così smilzo e allungato, gli serve a scalfire la punta del suolo.
Le frasi che agguanta, senza fare rumore, alle foglie si mescolano e il disordine sale.

Fra il sopra e il sotto è una gran confusione,
dove finiscono i rami, dove inizia l’inganno?
Ha la vista annebbiata da una notte senz’anima,
il riflesso nell’acqua è una fine invitante.
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Al vento che soffierà

Gli entra un topo in casa e Sandro se ne rallegra. Ci fosse ancora Mirna scoppierebbe un pandemonio. Mirna che odia gli animali e la vita di campagna, Mirna che ama la città, il traffico, la frenesia. Un amore durato un pezzo di vita e finito così, una mattina di novembre, con lei sulla porta che, senza valigie, ha blandamente sentenziato:

Me ne vado, lo sapevi anche tu che prima o poi sarei andata via da noi. Passerò a prendere le mie cose, ma adesso devo proprio andare, qui non resisto più.”

Sandro è rimasto lì con i suoi cani, la gatta, i filari di vite e la cicoria nell’orto. Si è seduto sotto il pergolato a fissare la terra coltivata e ci è rimasto fino al tramonto. Poi è entrato in casa e ha ribaltato i cassetti, quelli della camera da letto, del bagno, della scrivania di Mirna. Tutte le sue cose sparse sul pavimento. Ci ha camminato in mezzo per intere giornate, senza raccoglierle, senza riordinarle. Le ha lasciate a terra, nel posto in cui per lui è finito quell’amore, su un pavimento freddo e nudo, a testimoniare ciò che non è più. Continua a leggere

In ogni atomo

Nei solchi d’autunno c’è un’aria che punge,
le gambe volano lungo la via,
hanno la spinta dei venti migliori.

Fra il chiaro e lo scuro di tutti quei rossi il fiato è leggero,
lo sguardo sicuro, nessuna fatica nell’incedere svelto.

Le foglie raccontano di un prima e di un dopo,
è così semplice capirlo, così facile sorridere. Continua a leggere