Pietre sopra, il mio nuovo romanzo


I Rivarossa vivono a Bologna, nelle stanze della loro casa consumano il tempo, gente schiva e inaridita, incapace di aprirsi al mondo. È Alfredo, il capostipite, a sorreggere il peso di una famiglia piena di lividi, tenuta insieme dall’affetto di Cipriana, buffa badante rumena che ogni giorno si affanna a incollare i cocci delle loro vite incrinate.

Anche i Boeri vivono a Bologna, divisi in due case fra il centro e la prima periferia. Hanno solidi legami che accompagnano le loro esistenze nei periodi buoni e li cementano in quelli di cattiva sorte. La più piccola di loro, Bettina, combatte un male invisibile che infesta le sue placide notti di bambina e tormenta i pensieri di Silvia, sua madre.

La ricerca di una quotidianità accettabile passa attraverso riti propiziatori tipici dei tempi andati e muove incontri casuali che possono cambiare intere esistenze. Quando ciò che non si può vivere spinge con forza per diventare reale, è allora che accadono cose inimmaginabili.

Il mio nuovo romanzo “Pietre sopra” è in crowdfunding con bookabook.it

La campagna è iniziata da una manciata di ore.
Potete pre-ordinare “Pietre sopra” a questo link, cari amici delle mie righeorizzontali:
https://bookabook.it/libri/pietre-sopra/

 

 

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Re: invio manoscritto

Ne è passato così tanto di tempo che nemmeno più ci pensavo.
Più di un anno di rifiuti, di proposte non convincenti, di silenzi quasi scontati.
Poi un giorno succede che qualcuno di serio e affidabile decide di leggere il mio manoscritto. Succede che gli piace e mi chiede di collaborare ad un progetto nuovo che ha un respiro fresco come l’aria di aprile e grandi ali in grado di volare con l’aiuto dei lettori. Continua a leggere

Re: Invio manoscritto

Gentilissimi,
vi ringrazio per l’attenzione che avete dedicato al mio manoscritto e per le domande che mi rivolgete alle quali volentieri rispondo. Confermo che il manoscritto che vi ho inviato è un inedito, che non è stato pubblicato in alcuna forma e non si riferisce a persone né a fatti realmente accaduti.

Volete sapere perché scrivo. L’esigenza di scrivere nasce da quando ho imparato a scrivere, fa parte di me, da sempre. L’ispirazione è un fenomeno strano, spesso mi coglie di notte, mi sveglio con la mente invasa da parole e frasi fra loro slegate che lascio sedimentare per poi costruirci attorno le mie storie sulle quali lavoro con la fantasia. Amo la lingua italiana, mi piace cesellare i periodi, l’etimologia dei vocaboli è per me fonte di stimoli inesauribile. Con il mio ultimo lavoro ho voluto provare ad evolvere il mio tipo di scrittura. Avevo già pubblicato in precedenza un romanzo ad incastro in cui storie parallele finiscono per incontrarsi. A quel tipo di registro narrativo ho voluto aggiungere la difficoltà di costruire due binari stilistici diversi all’interno dello stesso romanzo: uno moderno, colloquiale, libero; l’altro più classico, sul modello dei rapporti epistolari d’un tempo. Ne è uscito il manoscritto che avete letto.
Come avrete capito, mi piace immaginare storie che raccontano percorsi di vita difficili, di speranze apparentemente perdute e di forze ritrovate.
Non sono libri volubili, i miei.

Nei primi trent’anni della mia vita ho scritto solo ed esclusivamente per me, poi ho iniziato a desiderare di scrivere anche per gli altri ed ho scoperto che non c’è soddisfazione maggiore di sentirsi dire: “mi sono riconosciuto nel tuo personaggio”, “il tuo libro mi ha aiutato”, “mi sentivo parte della trama”, “grazie per averlo scritto”.
Confesso che vorrei sentirmele dire ancora queste parole.

Mi chiedete quali siano i miei riferimenti letterari e dove compro i libri che leggo. Beh, la mia visione del mondo (e non solo letterario) non sarebbe quella che è senza Gabriel Garcìa Màrquez, Eugenio Montale, Erri de Luca, Isabel Allende, Ugo Foscolo, Murakami Haruki, David Peace, Alessandro Baricco, Jostein Gaarder, Elena Ferrante.
Compro libri ovunque: nelle librerie, nei mercatini, on line.

Volete sapere, infine, quali siano le mie aspettative sulla pubblicazione.
Ho le idee chiare in merito.
Dopo aver pubblicato un romanzo con un editore, un racconto con un altro editore e due romanzi in self pubblishing, so esattamente cosa voglio e cosa non voglio più. Perdonatemi il tono perentorio e l’uso del verbo “volere” che di certo appare pretenzioso, ma all’età di 46 anni (che – per inciso – compio proprio oggi), con un lavoro solido che mi consente di stare tranquilla ed esperienze editoriali alle spalle, ho maturato una certa determinazione.
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Oggetto: invio manoscritto

Ci provi ancora. A distanza di anni dal primo, con la facilità che fu scrivere il secondo e i ricordi del terzo che ancora ti inseguono. A distanza di memoria di tutti i racconti, i contest, i concorsi, i giochi fra aspiranti scrittori. A distanza delle presentazioni, delle messe in scena, dei banchetti ai mercatini, del calore degli sconosciuti che applaudono e ti dicono: “Quel tuo personaggio sono io, come hai fatto a descrivermi così bene?”

Ci provi ancora. Perché il quarto pensavi non l’avresti mai scritto e invece una notte, vai a sapere perché diversa dalle altre, ti ha cercata lui bussando educatamente al tuo sonno leggero. L’hai lasciato entrare, un po’ sorpresa, anche se in fondo già lo conoscevi. Nessun lavoro di cesello, stavolta, nessuna limatura, nessun ritorno sui ritorni. Hai semplicemente assecondato il suo emergere, hai lasciato libere le pagine, come l’ultimo dei figli che gode sempre di maggiori libertà. Continua a leggere

L’ultima opportunità

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Che cosa aveva fatto?
Si era messo a raccontare bugie alla sua età. Il fatto che non avesse mai mentito prima, almeno su cose così importanti, poteva anche deporre a suo favore. Ma lui aveva premeditato, costruito e portato a compimento una lunga e difficile concatenazione di fatti menzogneri. Come attenuante c’era la certezza di non aver ferito nessuno, almeno consapevolmente, perché ciò che giungeva a termine a seguito di quelle menzogne, era già terminato da tempo.
Bastava solo prenderne atto. Civilmente. Continua a leggere

Ancora la notte*

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“Sai perché sono finito sotto quel camion? Per lo stesso motivo per cui ho smesso di ridere, per lo stesso motivo per cui ho consumato le suole delle scarpe da ginnastica a furia di correre, per lo stesso motivo per cui non ho mai più mangiato un gambero.”

  “….”

  “Non lo vuoi sapere, Beatrice? Non vuoi che te lo dica?”

  “Non fare così…” Continua a leggere

Romanzo di paese

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“Avventurarsi nella lettura di questo libro significa scoprire un “romanzo di paese” e non semplicemente le “storie di Fabbrico”, perché idealmente ciò che è raccontato delinea un policromo quadro del Novecento, comune a tante realtà della Bassa e non solo: la costanza del prete combattivo, gli anni in controluce del fascismo, l’ardimento della Resistenza, il lavoro e la tenacia, gli anni ruggenti del benessere, i locali simbolo di un’epoca….”

Pane, zucchero e burro in un paio di scarpette rosse è il titolo del mio contributo al Romanzo di paese edito dall’Istituto Storico Movimento Operaio Socialista Pietro Marani.

Ho scritto di Annina, che nel 1940 frequentava la terza elementare, della sua divisa fascista senza la M di Mussolini, delle sue scarpette rosse che il Fascio non voleva. Ho raccontato i morsi della fame, la cupezza di quegli anni, la voglia di vivere e la paura. Ho colorato di fantasie vaganti episodi veri, romanzando la storia al solo scopo di tramandarla. Continua a leggere