Nell’aria senza peso*


Vedi com’è libera?”
“Cosa, Rebi?”
“Quella frasca, sta sopravvivendo alla rigidità dell’inverno mantenendo intatta la propria leggerezza. Un bel segnale di libertà, non trovi?”

“Non trovo, o forse trovo, chissà. Padrona del proprio destino, intendi?”
“Più o meno. Che dici Gian, è un ramo di segale?”
“Mmhh…non credo, sai. Le somiglia, certo, ma la segale non ha una chioma così folta.”
“Ecco, appunto, folta.”
“Appunto?”
“Appunto. Vorrei un nuovo anno folto e leggero, come questo ramo di simil-segale.”
“Sono due parole in antitesi, Rebi. Folto significa pieno, pesante, senza vuoti né spiragli. Leggero, invece è ciò che veleggia nell’aria senza peso.”
“È così che lo voglio.”
“Cosa?”
“Il mio futuro. Pieno zeppo di spiragli che veleggiano nell’aria senza peso.”
“Buon anno Rebi.”
“Buon anno Gian.”
“Buon anno a tutti.”

Rebi e Gian, capitolo 7 (poi li lasciamo riposare per qualche tempo…)

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