Ciò che non è

Niente di tangibile.

La concretezza è ciò che tocchi con mano, non le scie di ricordi che ti porti dietro, quelle son fatte per i nostalgici che temono il presente.

“Non sei capace di astrarre”.
Questa è l’accusa. Ma astrarre vuol dire farsi bastare ciò che non è, accontentarsi dell’evanescenza; significa togliere, ogni giorno un pezzo, per ridurre all’osso il senso di questi anni, gli investimenti fatti, il tempo trascorso. Continua a leggere

Un solo istante

Un solo istante.

Me l’hai chiesto tu, per voltarti indietro e soppesare; forse per coprire, con l’interezza di uno sguardo, i pavimenti e le pareti, i lunghi anni e i sentimenti. Un solo istante per fissare, nei tuoi occhi felini, la sicurezza miope di una casa senza polvere. E’ negli angoli bui che ti ritrovi, donna senza fede, che di incoerenze non ne hai. Continua a leggere

La parte meno esposta

S: “Sai quando le cose vanno esattamente al contrario di come le immaginavi?”
F: “Mi è capitato, sì.”

S: “Talmente speculari al tuo volere che quasi ci speravi. Così distanti dal destino in cui credevi che quasi non senti dolore, come se la parte meno esposta di te lo sapesse fin dall’inizio.”
F: “La parte meno esposta?” Continua a leggere

D’umidità piena

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Su quello strato di luce che non c’è più si passeggia silenziosi.
Si pensa al vuoto, al ritmo del fiato, ci si concentra sul niente.

A volte l’aria che c’è intorno è capace di sorprendere.
Stasera è caliginosa, d’umidità piena, a tratti brumosa, laggiù.
Di una densità corporea, come fosse sostanza.
La si può guardare mentre acquista peso, pochi metri più in là,
vicino al canale di irrigazione. E’ lì che si deposita, fitta coltre sospesa
nell’oscurità, quella della sera precoce, che ha chiuso gli occhi già da un po’.
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Confuse nostalgie

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Drin.
Suona il telefono di casa. Non suona mai, che novità è?
Driiin.
Diego si alza controvoglia. Da quando Alice lo ha sbattuto fuori casa si è rintanato in un appartamento in subaffitto, dall’altra parte della città. Non farebbe altro che dormire, non ha voglia di fare altro, forse sparire dal mondo, chissà.

“Pronto.”
“L’ho sentita tutta la tua sofferenza, ho sentito il respiro tormentato, ho ascoltato il cuore che ti martellava dentro, correva forte, voleva scappare via.”
“Luca?” Continua a leggere