Sagoma ossessiva

Nora mi hai chiamata e dal giorno in cui sono nata vivo la vita barcollando, in cerca di qualcosa che mi rassicuri. Nel mio incessante vagare spunti sempre fuori tu, Rosalba, con tutte le ambivalenze che ti porti dietro.
Doppia nel nome, ambigua nei comportamenti, sfuggente negli affetti.
Ogni tua mancanza ricade su di me.
Nella mia agitazione notturna, col chiarore artificiale dei lampioni che filtra dalle persiane, il tuo ricordo sfocato si fa effigie tangibile davanti ai miei occhi. Ti vedo ingombrante, sagoma ossessiva nel mio presente, simulacro di ogni mia insicurezza.
Sei la donna pavida che mi ha disconosciuta come figlia, la maternità non era cosa per te, dicevi. Andavi, tornavi, sparivi, ogni tanto ti mostravi, mai ti interessavi.
Cerco un senso nelle cose che dico, una ragione nei gesti che compio, una morale nella vita che conduco. Raramente trovo qualcosa; nel mio massacrarmi di domande che rimangono inevase finisco, quasi sempre, per essere svuotata.
Poi ti incontro lungo un sentiero, mi rivolgi un sorriso inutile e dici:
“Tanto lo sai, Norina bella, che non sono nata per essere madre.”

È
come se la terra dicesse ai suoi frutti:
“Non sono nata per crearvi, per crescervi, per amarvi.”
Un’assurdità che non voglio perpetrare.
Ora, che sono madre anch’io, ho portato la mia piccola Elisabetta, che ha sei mesi di vita, in un campo coltivato, l’ho presa in braccio, le ho mostrato il cielo, gli alberi, la campagna, le rotoballe di fieno nella luce di taglio del primo mattino e le ho detto:
“Così è fatta la natura, così siamo noi.”

21 pensieri su “Sagoma ossessiva

  1. Mi sono commossa! Davvero, ho la pelle d’oca. Mi sembra di essere in quel prato a rivendicare la femminilità di una donna che è figlia e madre. Anch’io come Nora lotto per mettere insieme il passato e il futuro, spezzando una catena che dura da generazioni per creare un legame di miele anziché di metallo.

  2. “mi rivolgi un sorriso inutile” è in questa frase sconsolata la chiave del rapporto tra madre e figlia.
    quanto avrebbe avuto bisogno Nora a suo tempo di sorrisi veri (quello di Rosalba evidentemente è falso, prestampato e privo di interesse verso a chi è rivolto). E la madre scambia l’ammissione della colpa (non sono nata per essere madre) con l’autoassoluzione.
    ml

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