Prima persona singolare

Quanti occasioni di comprensione ci sono in “Prima persona singolare”?
La ricerca del limite su cui viaggiano paralleli sogni e realtà.
La certezza dell’onnipresenza di molteplici elementi illusori nel reale.
La constatazione che la vita dell’essere umano è un lungo viaggio, a tratti onirico, a tratti tangibile, in grado di attraversare multiformi esperienze e plurime relazioni.
E poi u
n corpo ricordato, un volto sconosciuto, un cerchio con molti centri, una birra scura, una sinfonia ascoltata centinaia di volte, una scimmia alter ego e una conversazione spiacevole al bancone di un bar.

Perché l’immaginazione nasce dal reale e dall’immaginazione si torna alla vita.
Grande lezione di Haruki, questa.

Il valore e il peso del tempo non cambiano con il risultato della partita. Il tempo è sempre lo stesso. Un minuto è un minuto, un’ora è un’ora. È qualcosa che dobbiamo trattare con molta cura. Essere in buoni rapporti, con il tempo, e possibilmente lasciare bei ricordi: è questa la cosa essenziale.”

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