Storia di Lei

E’ ferma davanti ad una vetrina illuminata. Intorno un gran via vai di persone anima la Via Emilia. Il rumore dei passi sul marciapiede la disturba, lo capisco. Fissa gli stessi libri che sto osservando io, ma si vede che Lei non li sta guardando, sta solo cercando qualcosa di immobile su cui fermare lo sguardo, qualcosa che le consenta di non pensare. O di concentrarsi meglio, non so. Vorrebbe essere sola e starsene in silenzio, è facile intuirlo. Sta facendo buio, tutto dietro di noi si muove, solo io e Lei rimaniamo immobili in questa banale scena di frenesia prenatalizia.

La natura le ha donato meno anni di me e molti più centimetri. Ha un corpo slanciato avvolto in un paio di jeans e in un giaccone di pesante lana blu. Le mani protette da un paio di guanti lisi. Li toglie e li rimette muovendo in continuazione le dita. Sul capo un berretto di angora da cui escono ciocche di capelli ondulati è calato sulla fronte fino a coprire le sopracciglia. A tracolla una borsa militare di tela grezza, di quelle che andavano di moda negli anni ottanta quando io ero ragazzina.

E’ bella, di una bellezza non canonica, modesta, quasi nascosta, di quelle bellezze che cogli solo se le guardi a lungo.

Ha un tormento dentro, c’è qualcosa che le toglie serenità ed il suo strazio è talmente percettibile che vorrei chiederle se ha bisogno di aiuto, ma non sono invadente e non chiedo. La osservo discretamente attraverso il vetro e vedo una ragazza che sta percorrendo una stagione complicata e dolorosa. Non credo che sia un amore a farla stare così, piuttosto qualcuno della sua famiglia, un legame di sangue o un affetto storico.

Non posso sapere se quel che penso sia vero, se la mia immaginazione coincida con la sua realtà. Per me è così che funziona, incrocio una persona che mi colpisce e in un attimo mi sembra di sapere tutto di Lei. Non riesco a darle un nome, ma so a che punto è la sua vita. La chiamo Lei e mi basta, perché è già nata una storia.

Lei