Io confesso

E’ un giovedì nato stanco, nel mezzo di una settimana infinita fatta di ore dense che si accavallano fino a tarda sera.

Mi sveglio col buio e mi convinco che per iniziare una giornata appena sbocciata e già stremata c’è bisogno di una musica corale, di un incipit d’orchestra con tanto di fiati, archi e percussioni.

Devo trovare una canzone contemporanea, evocativa della miglior tradizione melodica italiana. Cerco un testo provocatorio che suoni come una sfida a questo fiacco giovedì. Vorrei una voce maschile, profonda e possente che infonda vigore alle ore che ho davanti. E, magari, una dissonanza femminile che riempia di note acuminate gli impegni che si rincorreranno.

Per una canzone così, penso, posso anche rinunciare alla mia prima mezz’ora di sacro silenzio mattutino.

Rovisto nella mente in cerca di una melodia adatta ed inizio ad udire i violoncelli, le trombe, i tamburi. Mi metto in ascolto di un coro anni settanta, sognante ed ovattato, della voce intensa di Mauro Ermanno Giovanardi, degli acuti lirici di Susanna Rigacci.

Ho trovato quel che cercavo: La Crus – Io confesso

Ma chiamerai il mio nome
Lo so che lo farai
Non c’è nessun altro al mondo
Così vicino a te 
Che e così uguale a me