Per un’ora d’amore

Uscita dal tunnel di Nuvola numero nove, faccio zapping sull’iPod in cerca di qualcosa di vecchio da ascoltare. Mi succede sempre così: dopo aver riprodotto e cantato un nuovo album al limite dello sfinimento, vado a ripescare nel passato, anche remoto, sonorità più datate. Il motivo mi è ignoto.

Navigo fra le vecchie playlist e mi fermo qui, nel punto in cui l’alternative rock incontra la voce di un angelo, sulle note flebili ed elettriche con cui i Subsonica, band d’avanguardia anni novanta, rivisitano una canzone dei Matia Bazar, gruppo leggendario degli anni settanta.

Ascoltare oggi Per un’ora d’amore è forse anacronistico. Siamo in un secolo nuovo, le nostalgie e i sentimentalismi dovremmo imparare a lasciarceli alle spalle. Se poi la nostalgia è incarnata da un mix atipico di epoche musicali diverse, il dolo potrebbe essere doppio.

Ma non sembra anche a voi che ascoltare la voce celestiale di Antonella Ruggiero sia un’esperienza senza tempo?

Vocalizzi da sirena, acuti di cristallo, vibrazioni perfette.

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