Non riesco a darle un nome, ma so a che punto è la sua vita.

Lei

Il calendario dice aprile, ma il cielo è quello di novembre.
Lei
è ferma davanti ad una vetrina illuminata. Intorno un gran via vai di persone anima il centro storico. Il rumore dei passi sul marciapiede la disturba, lo capisco. Fissa gli stessi libri che sto osservando io, ma si vede che Lei non li sta guardando, sta solo cercando qualcosa di statico su cui fermare lo sguardo, qualcosa che le consenta di non pensare. O di concentrarsi meglio, non so. Vorrebbe essere sola e starsene in silenzio, è facile intuirlo. Sta facendo buio, tutto dietro di noi si muove, solo io e Lei rimaniamo immobili in questa banale scena di frenesia metropolitana.
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