Storia di Salvo, dignità e rispetto

Ha vent’anni anni ed un viso pulito. Il torace stretto, gli occhi neri, la pelle color del legno. Si chiama Salvo e il suo sogno è aiutare chi soffre. E’ iscritto alla facoltà di Medicina di Cagliari perché da grande vuole fare il medico.

Quando era bambino percorreva la costa dell’oristanese insieme al padre, un ometto robusto e di poche parole, di mestiere pastore. Insieme offrivano forme di pecorino ai bagnanti, quei pochi forestieri che animavano le spiagge del Sinis. Gli trotterellava dietro sfoderando un sorriso furbetto e sdentato, capace di intenerire chiunque.

Ora Salvo per le spiagge ci gira da solo, lo si vede spesso a Sa mesa longa offrire formaggio sottovuoto a prezzi convenienti. Colpisce il suo essere silenzioso e discreto, la mancanza di insistenza, la dedizione con cui si dà da fare per aiutare il bilancio famigliare. Dignità e rispetto.

Mi dice che quando sarà medico avrà raggiunto tutti gli scopi della sua vita: potrà fare del bene al prossimo e la sua famiglia non sarà più costretta a vivere di pastorizia. Mi dice che la sua terra, che ama visceralmente, è di agricoltura che campa, ma lui vorrebbe qualcosa in più, anche per la sua gente.

Mi dice che ci vorrebbe provare a cambiare le cose.

Gli auguro di farcela. Glielo auguro col cuore, quello grande e accogliente del Sinis.

Sa mesa