Saverio

Saverio

Magda, tesoro,
ieri ho bighellonato in giro per la città, di qua e di là dal Tevere, confuso fra i turisti. Speravo che l’ultima giornata d’inverno offrisse la luce giusta a chi, come me, era in cerca di idee: il cielo era quello di maggio, la vegetazione quella di una primavera accesa, l’aria tiepida di un ponentino precoce.
A Roma è così, lo sai bene: le stagioni, ogni tanto, si mescolano. Continua a leggere

Magda

Magda

Saverio caro,
sostieni spesso che la mia immaginazione sia troppo vivida per la mia età, come se la fantasia fosse una prerogativa da bambini, destinata a svanire quando si diventa adulti. Forse hai ragione tu, o forse ho ragione io quando dico che le tue radici hanno in me origini lontane e che se mi ostino così tanto a non lasciarti andare è perché non sono capace di rinunciare a te, che sei il mio complemento, la mia staffa, l’altro mio io.  Continua a leggere