Mirco, poeta che ritorna

Le anime sensibili non hanno vita facile. Si chiudono nella delicata emotività dei loro sentimenti, vivono di intuizioni, avvertono presagi. Chi ha la fortuna di avere un talento cerca protezione nella creatività, magari danzando su un palcoscenico, suonando note su spartiti, riempiendo tele di colori.

Mirco, l’amico poeta che scrive di fiori, di vento, di guerra e di fede, usa le parole per salvarsi, compone versi per sopravvivere. Ogni tanto Mirco ritorna e posa i suoi pensieri sulle mie righeorizzontali. Pochi giorni fa, dopo aver letto le mie riflessioni sulla parola emozione, mi ha inviato le sue:

Emozione.
Ci vorrebbe una vita intera per definirla talmente è impetuosa questa parola.
Ci si trova di tutto in questo vocabolo, tristezza, gioia, incanto.
Senza emozione non saremmo esseri viventi, privi di essa saremmo particelle senza
meta, fusti vuoti senza futuro, non avremmo memoria.
Saremmo fantasmi viventi, esseri incogniti nell’emisfero.

Questo è Mirco, il poeta che ritorna.

Queste le sue rime.
Tutte le voci della sua poesia.

A volte l’emozione è così profonda da sembrare un onda.
A volte l’emozione è così intensa da cogliere la vita.

Tutte le voci della poesia

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Storia di Mirco, il poeta

Mirco è un poeta.

Non solo perché scrive poesie, ma perché ha l’anima affaticata di chi ha vissuto e sofferto. L’ho conosciuto una sera di luglio ai margini della pedecollina reggiana sotto un cielo minaccioso di nubi. Mirco ha il viso buono dell’onestà e l’eloquio tipico della timidezza.

Un’esistenza difficile lo ha portato a scrivere in versi, a usare le parole come terapia e le rime come via d’uscita al dolore. Ha iniziato a scrivere nel 1990 e da allora ha pubblicato sei raccolte di poesie che, come lui stesso afferma, gli hanno salvato la vita.

Mirco scrive di fiori, di vento, di guerra e di fede. Scrive di una civiltà che ha smarrito l’integrità, di un mondo parco di valori devastato dagli abusi; racconta di come si possa ancora rincorrere la libertà aggrappandosi alla speranza. Mirco narra la vita attraverso gli elementi della natura, con uno sguardo dolente sul mondo e una fiducia incrollabile nell’amore.

In una lettera di qualche mese fa Mirco scrive: “Ora, sono un po’ stanco, questa realtà mi spaventa.” 

Quando un poeta è spaventato, è nei versi che trova rifugio.

Versi delicati, versi rabbiosi, versi lievi, versi di riscatto.

Ne scelgo alcuni tratti da “Nel mattino degli anni” che ben si adattano a questi giorni di smarrimento:

 

Finestra sul mondo

Cielo iracondo

la giustizia

è acqua di fonte

inquinata a monte

spira il vento dell’imbarbarimento

brucia il colle

il mare ribolle

l’onda dell’abuso invade l’emisfero

non ci son rose

sul davanzale

l’incertezza prevale.

Poesie di Mirco