Mattino profumato


Sono malato.
Diagnosi tardiva, speranze di vita scarse, così dicono.
Non rimane molto tempo, giusto uno scampolo strappato di esistenza.
Nel mio amore per lei c’è tutto il mio egoismo.
Se vivo Margherita, quasi mi illudo di non dover morire.
Con rassegnazione affronto ciò che c’è da affrontare. Continua a leggere

Margherita *

 

Fustinaghe

 

E così sono di nuovo a Tharros.
Il silenzio che c’è qui, altrove non c’è.
Tharros è una punta sul mare, una lingua di sabbia che si fa sottile per poi diventare un promontorio dal pendio accidentato dove vivono i resti di una città fenicia.

Da qui si domina la libertà.

Mi sveglio poco prima che sorga il sole e trascorro intere giornate a guardare gli arbusti, gli alberi, le fronde mosse dal vento di maestrale. Osservo le tinte decise, le sterpaglie, la polvere che si alza dagli sterrati, la nebbiolina di salmastro che impregna l’aria nei giorni di tempesta. Su queste dolci pendici i colori sono caldi e maturi, i campi incolti hanno le sfumature del miele, le piante e i roveti sono zucchero caramellato. Continua a leggere