Lap 56/56

Viste dall’alto sembrano foglie di Loto sospese per aria le coperture delle tribune dell’ultima chicane del circuito di Shanghai. Giganteschi funghi se si guardano da sotto. Mostri alti decine di metri hanno incorniciato la prima vittoria stagionale della Ferrari.

Lo abbiamo capito alla prima curva che Fernando avrebbe dominato il Gran premio di Cina, ma non ci abbiamo creduto fino all’ultimo giro. Forse per scaramanzia, forse perché Vettel fa paura anche quando parte nono o forse perché è dal 2007 che non riusciamo a gioire pienamente di una gara.

Una dimostrazione di forza quella del team Ferrari: pit stop in sicurezza, pneumatici performanti, freddezza ai box, strategia di gara inappuntabile. Un fine settimana perfetto, una squadra vera.

Alonso ha vinto senza spingere perché la sua monoposto di oggi viaggiava con le ali.

Alla sua destra Kimi, alla sua sinistra Hamilton, sul podio Fernando ha festeggiato così, con un sorriso sornione. A dimostrazione che l’irruenza non paga quasi mai, la pazienza si.

Shanghai Lap 56/56 e fuori c’è il sole.

Lap 2/56

C’è un momento in ogni Gran Premio in cui inizi a calcolare quanti giri mancano alla fine. Di solito avviene verso metà gara, quando la scritta bianca su fondo nero posizionata in alto al centro dello schermo segna: Lap 28/56.

A quel punto del Gp sai più o meno tutto, ti sei reso conto degli assetti e delle forze in gioco, sai chi è solido, chi è moderatamente affidabile e chi può solo affidarsi alla sorte. Allora, scongiurando che non ci siano imprevisti, provi a calcolare le probabilità che le Ferrari hanno di vincere o, almeno, di conquistare punti.

E’ più o meno a due terzi della gara che sai se puoi illuderti e sperare che le rosse portino a casa un risultato. Da quel momento in poi gli occhi, concentrati sulle monoposto che si rincorrono, aprono una finestra fissa sulla scritta Lap.

Ma se, come oggi, quella scritta inizi a guardarla al secondo giro, vuol dire che qualcosa è andato storto. Vuol dire che Fernando è già uscito di scena, che non hai più tanti calcoli da fare e quasi niente in cui sperare, anche se c’è sempre Felipe che può consolarti con un insoddisfacente quinto posto.

Poco ti importa che nell’arco della gara succedano cose strane e divertenti, come Hamilton che sbaglia il pit stop e invece di fermarsi nel suo box transita in quello della scuderia con cui ha corso per i sei anni precedenti. O cose interessanti, come la lotta per il primo posto fra Vettel e Webber che, facendosi i dispetti, hanno dimostrato di essere avversari veri e non due leali compagni di scuderia.

E’ il giorno in cui Alonso corre il suo duecentesimo Gran Premio di Formula 1 e ti auguri che possa celebralo con una gara appassionante. Ma Fernando tampona Vettel al primo giro, la sua ala anteriore fa scintille sull’asfalto per più di tre km e il rischio inutile di provare a stare in pista senza rientrare ai box annulla ogni velleità di festeggiamento.

Kuala Lumpur Lap 2/56 e fuori piove.