Di gambe e di ali

Quando li vede saltellare sull’asfalto dei marciapiedi di città, porta pazienza.
Quando li vede allenarsi nelle piste d’atletica, beh, fa più fatica a resistere.
Quando li vede galoppare per le strade di campagna, è lì che nasce l’invidia.

Il vero tormento è quando li vede correre in riva al mare.

Non li sopporta più i runner che possono correre. Soprattutto quelli che, sfrontatamente, battono l’arenile sotto i suoi occhi. Finge di non vederli, si impone di non seguire il ritmo dei loro piedi, di non immaginare la fatica e il sudore.

Perché lei è una runner che non può più correre, una ex runner che non riesce a darsi pace. Le scarpe pronte per essere indossate, il contapassi conservato fra le cose preziose, la t-shirt da corsa preferita che le capita sempre fra le mani, maledetta.

Solo chi ha vissuto la corsa e la sua privazione sa cosa si prova.
Sa che le gambe diventano ali quando si corre.
Sa che le ali rendono liberi.

Di gambe e di ali, lei lo sa.

https://righeorizzontali.wordpress.com/2013/04/25/storia-di-luciano-runner-di-parole/

20140729_171347