Mi chiamo Lucy Barton

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Quando uno dei miei scrittori preferiti dice di aver letto un libro che avrebbe voluto scrivere lui, mi precipito in libreria a comprarlo. Se Baricco avrebbe voluto scriverlo, devo per forza leggerlo.

Il titolo mi piace, la copertina è un po’ troppo stile americano per i miei gusti, ma essendo un libro americano, va da sé…

Mi chiamo Lucy Barton è un romanzo basato sul nulla, un vuoto narrativo che sta in piedi a meraviglia. La trama è presto detta: una giovane scrittrice allettata in ospedale racconta se stessa, ricorda, dialoga con la propria madre. Praticamente io! Baricco avrebbe voluto scriverlo, io l’ho vissuto. La coincidenza di tempi, di luoghi, di situazioni è complice assoluta del mio giudizio, me ne rendo conto. Giovane non lo sono più tanto, scrittrice solo nei sogni, l’ho letto in ospedale, nelle ore tarde della sera o in quelle piccole della notte, quando la luce che filtra in camera dal corridoio un po’ rassicura, un po’ fa paura. Continua a leggere