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Ne ha scattate tante di fotografie in giro per l’Italia, centinaia di immagini scaricate sul computer, dense di momenti dimenticati, scampoli di vita scrutati coi suoi occhi da vagabonda. Scatti immobili, fermi lì da anni che aspettano solo di essere osservati, scartati, forse scelti. Non ha mai avuto il coraggio, Diana, di mettere in fila tutti quei ricordi. Continua a leggere

Non ho altro da aggiungere, grazie

Tramonto giallo

Diana è seduta in poltrona, ha rannicchiato le gambe sotto il sedere, avvolto le spalle nel plaid di pile, chiuso il libro che stava leggendo. Suo padre le ha preparato una tisana al mandarino, profumata e bollente, gliela porge con delicatezza e con l’aria di chi ha un gran bisogno di parlare.
“E’ arrivato il freddo” le dice Gianni “bevila lentamente così ti scaldi”.
Diana lo scruta a lungo; oggi, con l’arrivo del freddo, le sembra più vecchio dei suoi cinquant’anni e lei si sente più grande dei suoi diciassette.
“Facciamo due chiacchiere, pà?” Continua a leggere