Rossa è la scia **

Clelia è in cucina. Seduta su uno sgabello osserva la fissità della canicola oltre il vetro della finestra, i colori accesi, l’aria che non si muove, col caldo che fa. C’è troppo silenzio in casa, Clelia non avverte presenze, non un rimbombo, non un fruscio.  Eppure Clelia sa di non essere sola, è certa che Dante sia andato a chiudersi in bagno. Clelia sa che Dante ha bisogno di ritagliarsi momenti solo suoi, che quando è al limite della sopportazione deve trovare rifugio in un ambiente chiuso, lontano da lei. Clelia sa che c’è qualcosa che non funziona più fra di loro, qualcosa di irrimediabile. Clelia sa tutto, impossibile nascondere ciò che è visibile agli occhi. Continua a leggere

Il respiro nel diaframma*

Dante si è chiuso in bagno.
Non sopporta più la risata sguaiata di sua moglie, Clelia.

Dante sta facendo la respirazione addominale perché ha bisogno di calmarsi; sa perfettamente come si pratica, era lui che controllava il ritmo di quella di Clelia al corso preparto, tanti anni fa. Talmente tanti da non riuscire a metterli a fuoco. Dante non ricorda, ad esempio, com’era fatta la stanza in cui si teneva il corso per gestanti, non gli vengono in mente i corpi delle persone intorno, né il viso dell’ostetrica. L’unica cosa che Dante riesce a ricordare è la voce assordante di Clelia che al termine di ogni sessione di respiro si librava in una risata stridula.

Dante si siede sul water e fissa le piastrelle lucide del pavimento. In questo istante realizza che ogni momento della sua vita con Celia è stato scandito da una risata inutile, insulsa, fastidiosa. In questo istante Dante si chiede come abbia potuto sopportarla così a lungo, quale forza impenetrabile gli abbia impedito di soffocarla. Continua a leggere