Fra una sottile striscia d’asfalto e un dilagare d’erba

La campagna scorre lenta di là dal finestrino, lo sferragliare delle ruote motrici sulle rotaie accompagna il suo viaggio come una nenia. Silvia si gode il panorama della bassa modenese, i frutteti, i filari di vite, le case sparse nei “carradoni” di campagna, i piccoli rivoli di irrigazione coi mezzi agricoli che dissetano la natura arsa da un’estate caldissima. Si stupisce di certe fermate in stazioni di campagna sospese nel nulla, dai nomi sconosciuti e singolari come quella di Rolo-Novi-Fabbrico, che abbraccia tre paesi e due Province, che dal modenese transita nel reggiano con un triumvirato di comuni a sancire un filo conduttore condiviso, una cucitura perimetrale a quelle terre laboriose che nemmeno la violenza di un terremoto devastante ha potuto annientare. Continua a leggere

Leila*

A Leila piace guardarsi intorno, le pareti delle stanze di casa le rivelano ogni giorno qualcosa di nuovo, concetti che non riesce ad afferrare, per lo più, ma che le regalano ispirazioni continue. Spesso si chiede perché la gente non si soffermi ad osservare le ombre che attraversano i muri, i prolungamenti degli oggetti sull’intonaco, le proiezioni delle cose inanimate che sembrano acquisire vita quando si riflettono sul muro bianco, che candido non è mai perché assume sfumature diverse a seconda di come ci rimbalza sopra il sole. Se la luce è di taglio del primo mattino o radente quando il sole è calante, le cose si trasformano, i pensieri cambiano, le parole mutano. Le stanze si accendono e si spengono a seconda delle stagioni, di come è il cielo, di quanto sono sfessurate le persiane di casa sua.
L’universo che c’è fuori si riflette dentro Leila. Continua a leggere