Buon viaggio Gabo

Gabo

Fra le pagine di Cent’anni di solitudine conservo vecchi ritagli di giornale che raccontano la vita di Gabriel Garcia Márquez. Li ho stesi sul pavimento e, commossa, li ho riletti tutti, profondamente rapita dal suo ineguagliabile talento letterario.

La seconda volta che lessi Cent’anni mi cimentai nella ricostruzione dell’albero genealogico della famiglia Buendía, una paginetta a quadretti coi miei lievi tratti a matita che mi servì come bussola quando lo rilessi la terza volta e che ormai conoscevo a memoria quando lo rilessi la quarta, pochi mesi fa.

E’ il mio libro della vita.

Poter leggere Márquez è una fortuna; un vero privilegio farci ammaliare dall’incanto, dallo splendore, dalla perfezione dei suoi romanzi.

Buon viaggio Gabo, ci hai lasciato tutto di te, ci hai donato un patrimonio letterario sconfinato, ci hai regalato la letteratura.