22×2=44

22x2=44Doppio numero doppio.

La cabala è il libro dei sogni; se conto lentamente fino a 22, potrebbero anche avverarsi. Oggi affronto il 44, che anche questo è un traguardo, non so bene di cosa.

Gli anni circumnavigano i giorni, o forse è il contrario quando la storia si ripete.

Nei corsi e ricorsi emerge il vissuto con le stratificazioni del quotidiano che ispessiscono e temprano, che invecchiano e ammorbidiscono, che regalano grazia, pazienza, tolleranza.

Nella simbologia istintiva che da sempre coltivo le doppie cifre, la specularità, sono terreni fertili per intuire nessi e azzardare collegamenti. Che sono solo miei, lo so, come tutti i nonsensi che scrivo, questo compreso.

Nel doppio ci sto.

Il mio giorno, i miei anni. Oggi.

22×2=44

 

 

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I salici ciechi e la donna addormentata

I salici

Fortuna ha voluto che lo leggessi verso la fine del mio tempo murakamiano, quando di libri di Haruki ancora da leggere me ne rimangono davvero pochi e ho deciso di centellinarli, tenendoli in serbo per i momenti più bui, narrativamente parlando, e non solo.

Fortuna ha voluto perché I salici ciechi e la donna addormentata è una raccolta di racconti scritti fra gli anni ottanta e gli anni novanta che rappresentano una summa al contrario, una dichiarazione d’intenti, una sorta di manifesto programmatico di ciò che Murakami sarebbe stato, durante e in seguito, come scrittore di romanzi. Continua a leggere