Confessioni di una maschera

Yukio Mishima è un maestro, lo so.
E i maestri non si toccano, so anche questo.
Io però queste Confessioni di una maschera, ovvero di un giovane uomo che racconta l’incapacità di capire la propria omosessualità, le trovo noiose, esageratamente introspettive e inutilmente ridondanti. Approdassero a una qualche soluzione, illuminazione, decisione, allora, forse, la fatica della lettura sarebbe ricompensata da un finale degno di nota.
E invece no, di approdi non ce ne sono, e la fatica della lettura è ricompensata dal sollievo di averla finita.

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Una ferita aperta

L‘errore l’ho fatto io, forse per distrazione o per fretta.
Ero convinta di aver acquistato un libro indagatore di complicati rapporti famigliari e invece ho scoperto, già dalle prime pagine, che di tutt’altro si trattava: abusi su bambini.

Non ho affrontato Una ferita aperta come avrei dovuto, l’ho a tratti respinto e a tratti mal sopportato e nemmeno la trama da romanzo giallo che si innesta via via che il libro prosegue mi ha appassionata.

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Storia di un fiore

Non lo definirei imperdibile, né entusiasmante, né degno di nota questo romanzo più tendente al rosa che a qualsiasi altro genere.
Storia di un fiore è un racconto semplice che sta in superficie e non scava, i cui personaggi sono appena tratteggiati e le ambientazioni ampiamente descritte. Nessun colpo di scena, nessun risvolto inaspettato, solo un veloce fluire di descrizioni floreali.

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Nostalgia

È un romanzo letto da dentro, con le voci che si raccontano da sole e i fatti che attraversano le esistenze, scavandole pian piano. Leggendolo ci si evolve con loro, si assiste partecipi ai cambiamenti, si condividono le riflessioni più crude, si accettano gli inesorabili epiloghi.
Nostalgia non è, forse, un semplice titolo, ma una parola chiave che stende su ogni cosa un lieve velo di delicata consapevolezza.
Nevo scrive da maestro, è abile prestigiatore. Gli uomini e le donne a cui dà vita non nascono da una penna, ma direttamente da un cuore. Continua a leggere

Sale tra le dita, Stefania Sabattini

Grazie Rosy, il tuo commento è una sintesi perfetta dei miei grani di sale. La grande sensibilità che ti contraddistingue, la tua passione per la letteratura e la capacità che hai di cogliere ogni sfumatura nei testi che leggi, fanno di te la lettrice ideale che ogni scrittore vorrebbe avere.

live&read

Con questo libro ho sorriso (Cipriana e’ un mito!), mi sono emozionata, ho avuto i brividi in alcuni momenti, le lacrime agli occhi, verso la fine sentivo la stessa sensazione di leggere un thriller, quando nn vedi l’ora di sapere come va a finire!
Storie di tutti i giorni che si intrecciano. C’è tutto in questo libro: la difficoltà a volte di essere genitori, la forza ed il coraggio di crescere una figlia da sola, le angosce adolescenziali, la precarietà del lavoro, gli antichi rituali della nonna, il mondo reale ed il mondo virtuale a volte rifugio, distacco da una vita che si fatica ad accettare, la poesia come unico mezzo di comunicazione … un romanzo corale che da’ voce ai sentimenti attraverso le storie di due famiglie alle prese con … la vita, semplicemente la vita!

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crowdfunding

orearovescio

by web

Avevo preso l’abitudine di leggerla, non ricordo come fosse iniziata, ma da qualche anno ormai non mi perdevo i brani che comparivano con regolarità nel suo blog. Nonostante la reciproca frequentazione da appassionati di scrittura, di lei sapevo poco o nulla, se non l’occhio velato dai capelli che appariva nel suo avatar, e soprattutto lo stile con cui tesseva la ragnatela di parole che m’intrappolava al monitor.

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Amici di Blog, ho bisogno di aiuto! (Diario di Wattpad 1)

te7

https://www.wattpad.com/story/83807735-tim-ed-ellis-un-amore-impossibile

Quando le cose cominciano a prendere una brutta piega, quando da troppo tempo viaggiano sulla china lunga e logorante di una quotidianità pesante, ecco che il cervello reagisce, semina, annaffia e riesce a far germogliare un piccolo bocciolo, magari banale, magari inutile, magari vuoto, o magari originale, sfaccettato e colorato, chissà. Si, perché quando la vita si riempie forzatamente di luoghi pieni di dolore, quando il corpo è martoriato da una chimica che impedisce il sonno e obnubila il giudizio, quando l’orizzonte è là, ma proprio molto in là da venire, ecco che, nelle ore buie e sveglie della notte, gli ingranaggi superstiti si mettono in moto e qualcosa inventano, quasi sempre.

A me succede così, alle tre del mattino, quando sono sfinita, quando mi remo contro anch’io, quando penso di non avere più risorse, quando non ne posso più.

Stavolta è andata in questo modo: ho messo insieme un concetto di fondo preso in prestito (che dice che bisogna volere fortemente ciò che si desidera e provarci sempre, altrimenti la vita non cambia), una serie di notizie interessanti sugli adolescenti ed il loro comportamento nei confronti della lettura (gratis, easy, a puntate, in formato pillole da leggere sul cel., che parli di loro, che ci siano tante parolacce, un po’ di sesso, un po’ di mistery). Poi ho osservato i teen che mi girano per casa ed ho imbastito, in poche ore, un esperimento. Ho inventato una storia, non una di quelle che scrivo sulle mie righe, ma una storia da ragazzi, da pubblicare su una piattaforma letteraria frequentata da adolescenti (wattpad, la più diffusa al mondo), cercando di rispettare i canoni dei romanzi TEEN FICTION. Un’impresa, una sfida, un gioco per una over come me? Non so nemmeno io come chiamarla, forse una molla per scuotermi dal torpore, ecco si, una molla che mi aiuti a non atrofizzare il cervello in un periodo di aridità disarmante.

Ora, non so che ne sarà, non ho idea di come evolverà questa storia fra il rosa ed il mistery tecnologico, né se qualcuno la seguirà per davvero. Magari mi stanco e muore lì, o magari Tim ed Ellis diventano virali. Eh…magari.

Una cosa è certa, provo una meravigliosa sensazione di incertezza. E sapete cosa vi dico? Che non avere certezze, per una volta nella vita, mi fa quasi stare meglio. Continua a leggere

Storia di Said nelle scarpe coi tacchetti

Le scarpe coi tacchetti gliele hanno regalate. Sono quelle dismesse di un bambino italiano, consumate dall’uso, stanche per tutti i chilometri corsi sui campi di terra indurita. A Said calzano larghe, teme di perderle mentre corre e oggi, più di altre volte, fatica a stringersi i doppi nodi intorno alle caviglie perché i lacci, troppo asimmetrici e sempre più lisi, gli scivolano fra le mani. Non vuole più che gli capiti come quella volta in cui, sull’erba umida e vischiosa, nel tirare un forte calcio al pallone la scarpa destra gli volò via, iniziando a ruotare pericolosamente nell’aria fra lo spavento e le risate dei bimbi che correvano al suo fianco.

Ha solo sette anni Said e da pochi mesi è arrivato in Italia. Non parla la nostra lingua, le istruzioni del suo Mister sono per lui messaggi incomprensibili. Eppure in campo sa quel che deve fare, si affida all’istinto e raramente sbaglia.

Gli mancano la conoscenza dell’ambiente e l’affiatamento coi compagni.
Quel che non gli manca è il coraggio. Lo dissemina sul campo ad ogni falcata, imponendo una personalità che, ai più, incute rispetto.

Solo qualche bullo prova a prenderlo in giro, soprattutto per via dei suoi occhiali da vista rettangolari e un po’ sghembi che Said lega dietro le orecchie con una cordicella di elastico rosso. Non reagisce alle provocazioni, ignora chi lo canzona, non ha tempo per le cose inutili Said. Pensa solo a giocare, a dare il meglio di sé, a farsi vedere dal fratello più grande che dalla tribuna lo incoraggia.

E’ gracile questo cucciolo magrebino, due spalline da uccellino, le gambe da stambecco, i piedi magri dentro scarpe troppo larghe. Smuove
tenerezza, ma anche ammirazione perché la determinazione di Said, il suo
coraggio e la sua forza hanno più di sette anni; sono risorse adulte cresciute
troppo velocemente dentro il corpo di un bambino.

scarpe coi tacchetti

Un anno di righe

Oggi le mie righeorizzontali compiono un anno di vita.

Grazie alla Marghe Violi.

Grazie alla Robbi, a Franco, Sally, Mirco, Giorgia, Lucas, Paola F., Paola R., Terry, Manuela, Elly, Barbara, Elisa C., Elisa S., Nazzarena, Lisa L., Lisa B., Loretta, Rita, Ivan, Roberto, Lolli, Maurizia, Stefano, Beppe, Francesca, Paolo, Claudia, Andrea, Silvia, Rosy, Maria, Alex, Lorena, Michele, Fulvio, Luca, Alessandra, Vaint, Marina, Patrizia, Mirna, Linda, Anna.

Grazie a tutti i blogger che mi seguono, in modo particolare liveeread, orearovescio, offphoto.

Grazie a tutti quelli che, ogni tanto, transitano da qui.

Buon compleanno righe!

Un anno di righe

Storia di Rosa, gradazioni di felicità

Un maglione amaranto aderente e scollato, una collana argentata di anelli ovoidali fra loro intrecciati. I capelli corti, leggermente cotonati, il collo lungo e nervoso in evidenza.

Un paio di occhiali tondi dalle lenti spesse il cui colore, cremisi, con l’amaranto ben si sposa. Nella mano sinistra stringe un kleenex che ogni tanto passa sotto il naso con delicatezza. Nella destra il cellulare, che controlla in continuazione.

Non è concentrata, ascolta il relatore del corso di aggiornamento simulando un falso interesse. Forse, come la maggior parte delle persone sedute in questa grande aula di formazione, pensa ad altro, a quel che dovrà fare stasera, a quanto manca alla fine della lezione o, più probabilmente, al contenuto di quegli sms che vibrano fra le sue mani.

Muove le gambe ritmicamente, scandisce il tempo picchiettando l’aria su e giù con la punta dei piedi.
E sorride.

I temi che ci stanno illustrando non sono affatto divertenti: imperizie, imprudenze, negligenze. Eppure lei sorride. Guarda di nuovo il display del suo smartphone e sobbalza sulla sedia, compiaciuta.

Il rossetto vermiglio, che col cremisi vorrebbe intonarsi, è leggermente sbavato all’insù e ogni volta che le scappa un sorriso, quel baffo rubino le invade la guancia.

Poggiato sul banco c’è un grande quaderno sulla cui copertina sta scritto il nome Rosa.

Questa donna ha il nome di un fiore e su di sé tutte le gradazioni più accese di quel colore.

E’ felice Rosa e in un attimo io mi accorgo che la felicità non la so raccontare.

Rosa

Premi (Liebster, Dardos, Campagna contro il tumore al seno)

 
tumori-al-seno-e-disinformazione
11 novembre 2014
Ringrazio molto Pina (https://pinadama.wordpress.com/) di avermi nominata nell’iniziativa di prevenzione dei tumori al seno. Ricordo a tutte le amiche e anche agli amici blogger che la prevenzione è importante e può salvare la vita. Raccomando a tutti di partecipare ai programmi di screening delle  ASL di appartenenza e alle iniziative delle associazioni per la diagnosi precoce, la prevenzione, la cura e la ricerca oncologica. Invito a scrivere nel proprio blog sull’argomento.
Il mese di ottobre é stato dedicato alla prevenzione del tumore al seno, i social e i network sono stati invasi da dolci, gadget, magliette e fiocchi rosa. Continuiamo a ricordare l’importanza della prevenzione come mezzo importantissimo per salvare la nostra vita o quella di una persona cara.
Quest’anno è toccato anche al mio blog prendere parte alla campagna di informazione e devo ringraziare Pina per avermi nominata.
Questa iniziativa non ha la pretesa di dare pace alla sofferenza o soluzioni definitive. Nel piccolo mondo virtuale, però la sensibilizzazione verso temi come questo, potrebbe essere utile per ricordare che, molto spesso, basta poco,  un semplice gesto, una visita di controllo, per fermare in tempo la minaccia della malattia.
Il mese di novembre è dedicato alla ricerca AIRC sul cancro, insomma tutti i giorni sono buoni per prendersi cura di se stessi e delle persone care.
Potete trovare ulteriori info nei seguenti link:
http://www.legatumori.ithttp://www.nastrorosa.ithttp://www.alfemminile.com/benessere-salute-benessere/prevenzione-tumore-seno-som1212.htmlhttp://www.orticalab.it/Tumore-al-seno-ottobre-e-il-mese
Per prenotare una visita gratuita chiama il numero verde: Sos Lilt 800-998877
 

 

 8 febbraio 2014

Appena ho ricevuto la nomination, mi sono messa a googlare per capire cosa diamine sia questo Liebster award che sempre più spesso vedo comparire fra le pagine dei miei colleghi blogger. C’è chi lo definisce un gioco, chi una catena, chi un premio vero e proprio, chi un modo per farsi conoscere. Di fronte ad una cosa indefinita e che si espande velocemente, la mia naturale ritrosia mi imporrebbe di declinare, ma la nomination mi arriva da una blogger raffinata come Francesca Pratelli (http://francescapratelli.wordpress.com/) che scrive con un’intimità inedita ed elegante, non posso di certo rifiutare. E poi, la riconoscenza alberga in me e un po’ di leggerezza, ogni tanto, non può che fare bene, quindi accetto la nomination. C’è un regolamento nel Liebster award che richiede come prima cosa di ringraziare chi mi ha nominata. Ancora grazie Francesca per aver pensato a me, accolgo la tua segnalazione come un regalo. Il secondo passaggio è rispondere alle domande che Francesca mi ha posto. Sono pronta:

  1. Qual è il tuo viaggio ideale? Quello che mi proietta in una dimensione completamente diversa dalla mia. Un volo di ventitré ore che mi porta a Sydney, quando qui è inverno e là è estate. Un lungo viaggio in auto per raggiungere Rainbow beach dove l’oceano è illuminato dal cielo più stellato della volta celeste. Una traghettata nell’arcipelago delle Recherche, da Esperance ai laghi rosa.
  2. I tre libri preferiti? Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez (è il libro della vita, letto e riletto e riletto), La lingua salvata di Elias Canetti, 1974 di David Peace.
  3. A parte scrivere, qual è la tua passione? La Formula 1 che vivo con fervore empatico ed il tennis che ho ereditato da mio padre e tramandato ai miei figli. Nelle mie righeorizzontali ne scrivo spesso, a modo mio.
  4. Una cosa che non hai mai fatto è… Lanciarmi col paracadute (e non lo farò mai!)
  5. Cosa pensano gli altri di te? Che sono determinata e concreta, talvolta rigida, organizzata e testarda, che tendo all’asocialità e all’introversione, ma che ho un cuore capace di volere bene in modo puro.
  6. Svela un piccolo segreto Il mio piccolo segreto è che non ho segreti…(?!)
  7. Il tuo colore preferito? e perché Il blu perché nel linguaggio dell’orso e della stella, i protagonisti della mia raccolta di racconti L’osso e il blu, la parola blu significa: “Stanotte ti ho sognato”.
  8. Una lingua che vorresti imparare Lo spagnolo perché ha la musica dentro.
  9. Riassumiti brevemente Cocciuta all’inverosimile, tenace, permalosa, generosa.
  10. Tre cose che non sopporti nelle persone La mancanza di rispetto, la superficialità, la maleducazione.

Infine, devo a mia volta nominare dieci blog che mi piacciono e rivolgere ai blogger dieci nuove domande. Sono questi i blog che scelgo di nominare, quelli che seguo più frequentemente, quelli con cui, saltuariamente o sovente, interagisco. Alcuni di questi sono blog di immagini e non di parole. Le mie nomination, al di là del Liebster award, al di là del fatto che accetterete o meno questo gioco, che risponderete o meno alle domande, è l’occasione giusta per dire a voi dieci colleghi di blog che apprezzo molto il vostro lavoro. Siete voi i miei nominati e, come da regolamento, vi comunicherò la nomination ufficialmente sulle vostre pagine:

http://liveeread.wordpress.com
http://acupofbooks.blogspot.it
http://giovannigarufibozza.it
http://offphoto.wordpress.com
http://littlemissbook.blogspot.it/
http://paralleluniverseinpolaroid.wordpress.com/
http://sonnenbarke.wordpress.com
http://dodicirighe.wordpress.com/
http://ilmiokiver.wordpress.com/
http://orearovescio.wordpress.com/

E queste sono le domande che vi rivolgo:

  1. Ti riconosci nel tuo nome?
  2. Qual è la tua ora del giorno preferita?
  3. La tua realtà è bianca e nera o ci sono diverse gradazioni di colore?
  4. Hai mai pensato di un film: “Lo farò vedere ai miei figli quando saranno abbastanza grandi per capire”?
  5. Scrivi, fotografi, componi, dipingi solo per te o anche per gli altri?
  6. Cosa ti aiuta a superare i giorni difficili?
  7. C’è un sogno ricorrente nella tua vita?
  8. Riesci a perdonare chi non ha il coraggio di chiederti scusa?
  9. La musica dei giorni felici è?
  10. Dimmi chi sei in dieci parole.

Liebster

26 marzo 2014

E’ arrivata la seconda nomination per le mie righeorizzontali da Deborah Donato che ringrazio di cuore!

Mi piace il blog di Deborah, originale nella grafica e mai banale nei contenuti. http://deborahdonato.wordpress.com/

Rispondo con piacere alle domande di Deborah che mi ispirano risposte fulminee:

1. Perché scrivi? E’ un bisogno, una ragione, uno sfogo. E’ il tempo che dedico a me.
2. Se possedessi una bacchetta magica come quale scrittore vorresti scrivere? Gabriel Garcìa Marquez, senza dubbio alcuno.
3. Se fossi una musica, saresti… Una bossa nova suonata da Ryuichi Sakamoto, Jaques e Paula Morelmbaum
4. Descrivi la tua casa in quattro parole. Cubica, essenziale, luminosa, aperta.
5. Quanto tempo alla settimana dedichi al tuo blog? Molto meno di quel che vorrei. Alcuni giorni pochi minuti, altri qualche ora.
6. Cosa deve avere un blog per essere perfetto? Soddisfare chi lo scrive, piacere a chi lo legge.
7. Dai un aggettivo al tuo blog. Mio (rigocentrica e presuntuosa…)
8. Cosa cerchi? L’equilibrio.
9. La prima cosa che fai la mattina al risveglio. Cerco con gli occhi la luce che filtra dalle tapparelle.
10. Una parola che non diresti mai. Vision (proprio non la sopporto)

 

4 aprile 2014

E’ arrivata la terza nomination per le mie righeorizzontali da La Cri. 

Ringrazio la mamma “in corriera” e il suo bel blog, vario, articolato, ricco di spunti.

Grazie Cri! http://secondastella72.wordpress.com/

Ecco le mie risposte alle domande della Cri

  1. Qual è il tuo piatto preferito? Melanzane alla parmiggiana
  2. Mare o Montagna? Mare!
  3. Due canzoni che suscitano in te ricordi indimenticabili? Thelegraph Road dei Dire Straits e La storia siamo noi di Francesco Degregori
  4. Due libri da consigliare ad un caro amico? Norvegian wood di Murakami Haruki e Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder
  5. Qual è il tuo hobby preferito? Se non considero la scrittura che più che un hobby è una ragione di vita, direi le mie passioni sportive: tennis e Formula 1
  6. Quanto tempo gli dedichi? Guardo tutto il guardabile, compatibilmente col tempo a disposizione.
  7. Se avessi solo due oggetti a disposizione, cosa porteresti con  te su un’isola deserta? Carta e penna.
  8. “Nessun uomo è un isola”: d’accordo o contrario? Contrario, ogni uomo lo è.
  9. Con quale aggettivo ti definiresti? Testarda
  10. Come ti definirebbero i tuoi amici? Determinata

 

27 aprile 2014

DARDOS AWARD !

Ringrazio Deborah Donato per avermi di nuovo nominata per un premio. E’ con colpevole ritardo che aggiorno la pagina Liebster che da oggi diventa Liebster e Dardos.

Le regole per ricevere il premio sono:

  • Mostrare l’immagine del premio

premio-dardos

  • Ringraziare chi ti ha nominato

Ancora mille grazie a Deborah http://deborahdonato.wordpress.com/

  • Nominare altri 15 bloggers.

I miei nominati, alcuni nuovi e un po’ fuori dal giro degli ultimi Liebster, sono:


http://susabiblog.wordpress.com/


http://unblogunpocosi.wordpress.
com/

http://angologreen.wordpress.com/


http://marcomonteverdi.wordpress.com/


http://personalefemminile.wordpress.com/


http://marcogas78.wordpress.com/


http://secondastella72.wordpress.com/


http://francescagalli.wordpress.com/


http://erikabasile.wordpress.com/


http://fariv66.wordpress.com/


http://salequantobastablog.wordpress.com/


http://speraben.wordpress.com/


http://allorizzonte.wordpress.com/


http://nikoinblogosphere.wordpress.com/

http://ripullulailfrangente.wordpress.com/

 
 tumori-al-seno-e-disinformazione
 

 

Verde Suzuka

Ha la forma di un serpente a tre teste il circuito giapponese di Suzuka. Stretto, lungo, affusolato, pare un rettile avvitato su sé stesso, un groviglio sinuoso, una sfida per i piloti. E’ il tracciato delle curve, quello in cui i sorpassi sono azzardi incoscienti e la bravura di chi è al volante può sopperire alle mancanze della vettura. E’ il circuito della guida vera, tecnica e libera, quello che tutti i piloti amano.

Natura rigogliosa, alberi ancora verdissimi, prati morbidi che emanano luce. Se non fosse che anche in Giappone è arrivato l’autunno, verrebbe da pensare ad una radiosa domenica di primavera.

Le barriere protettive hanno i colori della bandiera italiana. Chilometri e chilometri d’asfalto lambiti da strisce tricolori; uno sorta di omaggio all’Italia, forse casuale, forse voluto, non so. Di cappellini e magliette ferrariste ce ne sono a migliaia sulle tribune gremite, macchie rosse rampanti che non smettono di credere nel cavallino. In un contesto così, ci si sente un po’ a casa.

Efficienza è la parola d’ordine su questo tracciato orientale in cui dal nulla sbucano, furtive, piccole squadre di nipponici commissari di percorso con in mano estintori, spazzoloni d’asfalto, motorini per caricare i piloti più sfortunati. Piccole equipe di operosi giapponesi pronti a salvare chiunque.

Non ce l’hanno fatta, però, a salvare Webber da Vettel, da quella dubbia strategia di gara che gli ha imposto tre soste invece di due, dagli ordini di scuderia che lo hanno privato della vittoria che meritava, stavolta davvero e molto più di Seb.

Sul podio Vettel, Webber e Grosjean. Fernando e Kimi subito dopo. Col corpo sono lì, ma la testa di tutti, anche di noi ferraristi, è già a Melbourne 2014.

circuito-Suzuka