Fiori sopra l’inferno

Sono poche le donne che scrivono thriller, non saprei dire perché. Ilaria Tuti, per fortuna, è una di queste. Di Fiori sopra l’inferno non è tanto l’intreccio giallo a colpirmi – ben architettato, documentato storicamente, coi giusti depistaggi sapientemente inseriti nella trama, denso di salti temporali necessari a giustificare i collegamenti logici nella tessitura del narrato – ma il personaggio principale, il Commissario Teresa Battaglia, così ben caratterizzato da essere già punto fermo nella mente del lettore.

Chi ai gialli è avvezzo non impiegherà molto tempo a cogliere i nessi qua e là disseminati, né a scovare l’assassino, ma potrà comunque godersi la lettura di un thriller ben scritto, con un’ambientazione – le impervie terre del Friuli – che è anfratto naturale per una storia cruda come questa.

I bambini sapevano essere spietati come solo la natura poteva essere. Era la loro straordinaria spinta verso la vita a renderli tali. Sembrava un controsenso, ma per Teresa non lo era: assapporavano ogni attimo come fosse la più incredibile delle avventure e non potevano permettersi di sciupare il tempo dietro a inutili formalismi sterili che nemmeno comprendevano. Erano vivi. Perciò, che altro dovevano fare? Vivevano.

2 pensieri su “Fiori sopra l’inferno

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