The game

Avrei voluto soffermarmi su ogni singolo concetto, avrei voluto approfondire ogni capitolo ragionandone in solitudine con la meticolosità necessaria, ma era tutto talmente teso al passaggio successivo che ho accelerato la lettura per giungere il più velocemente possibile a trovare l’approdo con cui Baricco avrebbe chiuso il senso del game.

The game, in tutti i suoi livelli processuali, è esperimento integrale, mirabilmente riuscito, di spiegare la contemporaneità assurgendola a narrazione storica dell’umanità; una teoria o,  meglio, quasi un teorema matematico, che ha solidi capisaldi, letture interpretative convincenti, rivelazioni sorprendenti di ciò che quotidianamente viviamo.
È la spiegazione di ciò che siamo diventati. Ci si ritrova tutti, chi più chi meno, immersi nel gioco, nelle sue mappe evolutive e concettuali, nella rivoluzione data dall’individualismo di massa, nella postura uomo-tastiera-schermo, nell’umanità aumentata che ci permea, nello scovare e nell’adagiarsi dentro i significati che stanno in superficie, nella distruzione delle élite che annulla le interfacce con la realtà.
Ciò che siamo diventati, appunto, senza nemmeno rendercene conto.

E poi il modo in cui Baricco interagisce con il lettore non solo è cornice, ma metodo e sostanza: diretto, colloquiale, sagace, accattivante, eppure aulico e colto, capace di farti cogliere l’essenza con atteggiamento confidenziale mentre ti invita a stare concentrato per seguire il filo di ogni suo ragionamento.

Vorrei che The game diventasse un testo scolastico di educazione alla contemporaneità.

Colleghi punti per generare figure. Accosti luci lontanissime per ottenere le forme che cerchi. Percorri velocemente distanze enormi e sviluppi geografie che non esistevano. Sovrapponi gerghi che non c’entravano nulla e ottieni lingue mai parlate. Dislochi te stesso in luoghi che non sono tuoi e vai a perderti lontano.”

 

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13 pensieri su “The game

  1. Un testo che analizza profondamente il nostro modo di evolverci, un testo direi filosofico, non pone limiti, ma una domanda:
    Fino a dove possiamo spingerci, prima di capire a che gioco stiamo giocando?
    Perché la grandezza del testo di Baricco è proprio questa: meditiamo prima di piangere sul latte versato, ovvero usiamo la tecnologia disponibile, prima di venire fagogitati da un modo di vivere che, senza ritegno, ci potrà indirizzare a piacimento di chi manovra….
    Anche chi dice di essere allergico a Baricco (che ritengo invece una vera eccezione nel panorama accademico, prima che letterario), dovrebbe leggere “the game”.
    Non è il solito saggio, è una possibilità di capire…
    Un abbraccio
    Giancarlo

    • Che bella, Giancarlo, questa tua analisi. Anch’io ho pensato ad un testo filosofico, al quale aggiungerei anche caratteristiche di valenza storica sulla contemporaneità. Condivido il tuo pensiero sul Baricco accademico, prima che letterato. Di certo è un innovatore, non solo del linguaggio, ma anche del pensiero.
      Grazie per questo tuo articolato e gradito contributo.

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