A caso, ancora (**)

Osservare distrattamente, come se di scenari rassicuranti ce ne fossero in abbondanza da non doverli fissare per paura di perderli.
Provare anche a sorvolare, non lucidamente, ma con spavalderia, nell’assurda persuasione che lo spazio sia tangibile e non volatile immaginazione.
Cullarsi nella leggerezza, quella che ti tira per le braccia e ti impone di seguirla, lei che ti prende per mano e ti conduce dove vuole.
Galleggiare in una bolla, guardarsi intorno e rimanerci, con la stanchezza dei giorni intollerabili che di ricordi ha la memoria.
Allora anche evocare, chi ha provato a lasciarsi andare senza riuscirci, chi ha disegnato un percorso e non ha seguito il tuo cammino.
Mescolare tutto, farne un pezzo di vita e finalmente capire che andare oltre è una possibilità.
Oggi è così, domani anche.

** https://righeorizzontali.wordpress.com/2017/02/05/a-caso-2/

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