Di come quarantasette chilogrammi possano trasformarsi improvvisamente in quarantasette tonnellate***

Mi guarda come fossi un alieno, si gira a pancia in su, si sistema lo zainetto sotto il capo come un cuscino, fissa il cielo per un istante poi rivolge gli occhi a me. Dalla posizione in cui è vede bene il mio collo, il mio mento, le mie narici. Dal basso all’alto.
Io metto a fuoco il suo viso pulito, i suoi capelli angelici e li memorizzo con attenzione perché, dovendo trascrivere quel che ci diremo, non avrò tempo per guardarlo.

La nostra conversazione si sviluppa così:

“Ok, sono pronta.”
“Pronta per cosa?”
“Per trascrivere una conversazione fra persone tristi.”
“E tu come fai a sapere che sono triste?”
“Sono una strega..”
“..che di nome fa?”
“Margherita.”
“E tu sei un ragazzino triste che si chiama Sergio.”
“Come fai a sa…. ah già, che scemo che sono, c’è scritto sul mio zainetto.”
“Passerà.”
“Cosa?”
“Questa tua tristezza, lo stato negativo in cui sei ora. Poche ore e passerà.”
“Come? No, aspetta, fermati…”

Sergio si alza all’improvviso e si siede davanti a me.
Mi costringe a guardarlo e a interrompere la trascrizione del dialogo.
Una voce fuori campo grida:

“Sergio, tutto bene?”

Lui risponde:

“Si, tranquillo, tutto ok.”
“E’ un tuo amico?”
“E’ mio fratello.”
“In effetti vi somigliate parecchio.”
“Perché hai detto poche ore e passerà?”
“Non lo so, mi è venuto così. Sono una strega pazza, dico quel che mi passa per la testa.”
“E’ un gioco quello che stai facendo? Una specie di esperimento, di ricerca per la scuola… no, tu sei troppo grande per andare ancora a scuola.”
“Faccio l’università, non sono poi così vecchia.”
“Fai psichiatria? Stai facendo una specie di ricerca sulla tristezza che circola fra la gente?”
“No, studio lettere antiche. Scrivo perché ho bisogno di farlo, perché mi fa stare bene quando sono triste, cioè tutti i giorni, e in questo momento ho bisogno di scrivere di te.”
“Di me? Non capisco.”
“Oggi ero venuta qui perché avevo bisogno di starmene da sola, in questo luogo isolato e a me famigliare. E’ raro che ci sia gente in questa spiaggia perché è troppo difficile da raggiungere. Ma voi mi avete fregata. Sai di cosa dovevo scrivere? Di come quarantasette chilogrammi possano trasformarsi improvvisamente in quarantasette tonnellate, ovvero di come un corpo esile possa assumere un peso intollerabile per una mente un po’ malata.”
“Non capisco quello che dici. Stai scrivendo un racconto inventato o stai parlando di te?”
“Centro Sergio! Questa domanda è il cuore di tutto! Sto scrivendo di come la mia mente inventi strane cose che mi riguardano. Sei il primo ad averlo capito e nemmeno mi conosci…..”
“Oddio…”
“Ti stai spaventando?”
“No, è che mi è venuta in mente una parola strana di cui non capivo il significato ma adesso che ti ho davanti forse l’ho capito…”
“Che parola?”
“Ma niente, è un gioco che facciamo io e mio fratello…non è molto interessante.”
“E invece mi interessa, spiegami, dai..”
“Beh, sono degli indovinelli o meglio, delle definizioni di parole da indovinare.”
“Non è possibile.”
“Cosa? che io e mio fratello ci sfidiamo al gioco delle definizioni?”
“No, non intendevo questo….aspetta …. calmiamoci …”
“Io sono calmissimo.”
“Io no. Sta succedendo qualcosa di strano.”
“Margherita non puoi parlare per enigmi!”
“Devo farti una domanda: queste definizioni sono scritte su dei piccoli pezzetti di carta blu?”
“Si….ma tu…tu come fai a saperlo?”
“Ne ho trovato uno.”
“Dove??”
“A Bologna, su un treno.”
“Lo Zio Gastone va a Bologna tutte le settimane.”
“Chi?”
“Gastone e Livia, i nostri zii. Sono loro che inventano le definizioni.”
“Non è vero, non ci credo. Stai parlando di Livia e Gastone Merini?”
“LI CONOSCI??”
“Se li conosco? Livia lavora a casa mia da dieci anni! Ma allora tu sei quel Sergio e… e quel ragazzo che sta giocando in acqua è Paolo!”
“Si, siamo noi! Oh cielo! E tu sei quella Margherita, sei la figlia dei Fascetti! Aiuto, ho paura di quello che sta succedendo.”
“Sergio?”
“Che c’è?”
“La parola di cui non capivi il significato è ALLOCRONICO?”
“Oddio, sì….stavo proprio pensando che tu non sei una strega, non sei una pazza, sei semplicemente una ragazza fuori dal tempo e dallo spazio. Mi tremano le gambe Margherita. Perché tutte queste coincidenze?”

***Dal diario di MF (Segue)

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