L’incanto delle sirene

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Quasi quasi non ne scrivo. Perché, se devo ripetermi in cose dette e ridette?
Perché l’Ispettore Ferraro è un appuntamento fisso, una di quelle ricorrenze che vanno onorate dalla prima all’ultima pagina. Una lettura da celebrare, anche con poche righe di riconoscenza, anche con parole scarne e banali, come queste mie di oggi.

Io invecchio, Michele Ferraro invecchia insieme a me, come Salvo Montalbano, come Vincenzo Malinconico, come il Commissario Bordelli. Sono tutti parte della stessa famiglia, quella dei De Silva, dei Camilleri, dei Biondillo, dei Vichi, la famiglia dei giallisti italiani: romanzieri veri, narratori d’eccellenza.

L’incanto delle Sirene è racchiuso nella cultura dotta di chi l’ha scritto: un architetto che ha studiato la storia, che conosce le religioni, che sa descrivere il degrado urbano in chiave paesaggistica, citando Pavese.

“Potrebbe durare di più. Ma poi finisce. L’uomo allora, grato, la fa accomodare sullo sgabello, poi siede sui talloni e avvicina le labbra all’origine del mondo. La pioggia è ovunque e lui beve.”

7 pensieri su “L’incanto delle sirene

  1. Stavolta mi cogli impreparato:) non conosco questo libro è nemmeno il suo autore.
    Vedrò di rimediare:)
    Tra i giallista italiani ti segnalo maurizio degiovanni (soprattutto nella serie dei “bastardi di pizzofalcone),a mio gusto è una spanna sopra gli altri quanto a scrittura.
    Ciao
    ml

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