Evelina ha cinque vite

evelina

Evelina ha cinque vite.

Gliel’ha detto la megera che si aggira per la spiaggia, forse attratta dai palmi all’insù che Evelina tiene aperti sulla rena nuda. A Evelina piace stare così, pronta a cogliere ogni bene che vien giù dal cielo: che sian gocce, che sia luce, che sia un alito di vento in una giornata corta. Non si muove Evelina, anche a costo di bagnarsi, anche a rischio di scottarsi, se ne sta lì, mollemente dischiusa a ciò che il cielo le riserva. Che sia luglio o dicembre, la sua posa è sempre quella: nel corpo supina, nella mente prona, indolente e volitiva, insieme.

E’ aperta ma è anche chiusa, Evelina.

La megera, una vecchia pazza, non a tutti predice il futuro, racconta solo se capisce che chi incrocia ne ha bisogno. Evelina ha una tristezza storta che si vede da lontano, una malinconia sghemba che merita risposte. Questo pensa la megera mentre osserva in lontananza quella sagoma avvilita. Le si avvicina cauta, Evelina ha gli occhi chiusi e nemmeno se ne accorge. Parla piano la megera, non la vuole spaventare.

“Tu di vite ne hai cinque. Cerca solo di non sprecarle tutte.”

Apre gli occhi Evelina, la megera le sorride.
Stanno lì a guardarsi nel fruscio della risacca.
Se non fosse per la brezza che muove loro le chiome
sembrerebbe un quadro immobile in un giorno di novembre.

11 pensieri su “Evelina ha cinque vite

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