Cosa vuoi ragazzo?

papaveri

Cosa vuoi ragazzo?

Tutti quegli anni di frivolezze, le tue menzogne sovraesposte, te lo dicevo che per mentire serve buona memoria, altrimenti ci si confonde e non si capisce più dove si deve stare. I tuoi ricordi si annebbiano, l’intreccio delle tue relazioni fittizie si sgretola velocemente, nella rete, nel web, è polvere che evapora. Anni sprecati, maldestramente vuoti perché nel mondo dell’effimero non c’è solidità, l’apparenza è l’unica arma che si possiede, ti si è svuotata all’improvviso e non sai cosa fare.
Tipo vivere davvero, che paura che ti fa.

Adombrarsi non serve, l’hai costruito tu quel mondo ingannevole che ora vorresti estraneo, hai trascorso intere notti davanti a schermi luminosi nell’illusione che dall’altra parte ci fosse la tua vita. E invece c’erano milioni di like, migliaia di post, decine di immagini sfuggenti, non un evento degno di nota, non un’emozione sulla pelle, non un ricordo da conservare.

Guarda indietro, il tempo è passato senza lasciare traccia, niente hai costruito, niente hai disfatto, hai solo chattato, postato, sconfitto nemici invisibili nell’ultimo livello del tuo nuovo videogioco. E poi? Quante cose avresti potuto vivere, lontano da lì.

Guarda fuori dalla finestra, c’è un campo incolto spruzzato di papaveri, il cielo è minaccioso, il vento di tramontana spira verso casa di Arianna, la ragazza che abita dall’altra parte del quartiere. Sta trascorrendo i suoi anni a progettare il futuro, a investire nell’affetto per coprire l’emotività, lei vorrebbe vivere davvero, di paure non ne ha, però è sola, quasi sempre.

Cosa vuoi ragazzo?
Ti sembrerà banale ciò che sto per dirti: non sprecare neanche un minuto, spegni tutto, infila le scarpe, esci da quella porta e incomincia a respirare.

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18 pensieri su “Cosa vuoi ragazzo?

  1. Bisognerebbe proprio riuscire a fare un salto indietro nel tempo, quando tutti questi mezzi moderni non c’erano e le persone erano meno tecnologiche ma più facili da comprendere e da conoscere.
    Stefania, hai, con poche righe, fatto un bel quadretto che rappresenta lo stato di molti di noi.

    • …nessuno immune, io per prima! Mi rendo conto di quanto la tecnologia possa irretire e avvolgere in un mondo che non esiste. E’ una spirale forte, una corrente impetuosa in grado di travolgere e serve molta forza per governarla. I rapporti umani che corrono sul filo del web hanno qualcosa di non umano e, dici bene, un salto nel passato aiuterebbe la conoscenza vera di chi ci circonda. Per questo consiglio al ragazzo di infilare le scarpe ed iniziare a respirare. Uscire dall’apnea virtuale della rete è il primo passo verso la “libertà”.
      Grazie Mauriza, sono contenta che la mia microstoria ti sia piaciuta.

  2. Cara Stefania,
    proprio ieri pomeriggio ascoltavo Isoradio.
    Un associazione portava alla luce un inchiesta americana sui decessi avvenuti tra i giovani.
    Purtroppo… ho appreso che le dipartite per uso delle tecnologie avanzate,
    in circostanze inopportune(camminare… guidare… attraversare strade senza ascoltare
    e vedere minimamente ciò che ti circonda)
    Negli ultimi 5 anni, il numero delle dipartite è triplicato,
    rispetto a droga e sostanze alcoliche.
    Cosa vuoi ragazzo… hai tutto….
    non uccidere la TUA vita.

    Un abbraccio amica mia!
    Mirco

    • Esatto ragazzo, hai tutto ed è un tutto potenzialmente meraviglioso, da vivere quotidianamente nella sua concretezza tangibile.
      Grazie amico poeta, apprezzo molto questo tuo contributo.
      Ricambio l’abbraccio! 🙂

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