Mancarsi

Mancarsi

Immaginavo una storia di lontananze, di costrizioni, forse di addii.
Pensavo all’orgoglio, al non voler cedere, al non saper perdonare perché Mancarsi è un verbo riflessivo che evoca l’assenza, il vuoto che prende forma nella distanza, quella malinconia insidiosa che corrode lentamente nei postumi di una separazione.

Un titolo fuorviante che mi ha lasciato intendere quel che non è, un piccolo inganno rovesciato nel momento in cui ho scoperto cosa realmente c’è in quel Mancarsi e, quasi come un’illuminazione, mi sono resa conto che il vero significato mi piaceva ancor di più di ciò che avevo inizialmente immaginato.

Perché Mancarsi vuol dire non essersi mai visti, mai sentiti, mai incrociati, eppure cercarsi, aspettarsi, desiderarsi. E’ l’assenza di qualcuno che ancora non si conosce, è un vuoto che attende di essere colmato nella speranza di un incontro, di una voluta casualità che raddrizzi la stortura di una vita senza affetti.

Diego De Silva ribalta le prospettive relazionali in un racconto lieve in cui scrive come una donna, come un uomo, come chi sa scavare le dinamiche affettive con la solita prosa ironica che scivola, fatalmente, nella profondità dei sentimenti.

Dimmi, cosa avremmo ottenuto mettendoci a turno sul banco degli imputati ad ascoltare fino in fondo la requisitoria dell’altro? Com’è che va a finire in questi casi? Si emette una sentenza? Si viene condannati alle spese? Ci si accorda su un risarcimento? Ci si vuole più bene di prima?

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10 pensieri su “Mancarsi

  1. Mi manca mancarsi (battuta idiota e inevitabile)
    Tornando serio (!), non so se e’ questo lo spirito del libro ma mi affascinano le storie che non sono state, dove i protagonisti, di poco o tanto, hanno mancato il bersaglio.
    ml

  2. “Mancarsi”
    A volte… mi guardo allo specchio… La malinconia sembra mostrarsi in tutta la sua
    potenza, e… la mia impotenza dinanzi al fluire del tempo. Appare… come un macigno
    dentro di me.
    L’assenza di una stabilità femminile accanto, si mostra come l’incapacità di agire
    e di mostrarsi quotidianamente. Poi… in me sale la voce…
    quanti poeti pur scrivendo sempre l’amore. Amore sempre sfiorito ancor prima di iniziare
    una storia importante. Detesto le giornate di festa, esse materializzano la mia angoscia,
    li ammiro molto. Nella primavera dei miei cinquanta anni…sale in me la famosa voce…
    loro si sono realizzati io invece….
    “Mancarsi”
    La vita non mi ha sorriso, non ci riesco a mostrarmi non ansioso, sarei una maschera del mio
    essere.
    Avrei bisogno di un amore vero, puro, lindo come acqua di fonte.
    Si vede che non è destino, però continuerò…scriverò sempre amore.
    STEFANIA.
    Grato di avere accolto ancora una volta il mio pensiero, ti saluto affettuosamente!
    Mirco

    • Il mio augurio è che l’amore ti arrivi nella sua purezza più limpida, nella spontaneità del sentimento, nella condivisione e nella gioia. E che il macigno si allontani per sempre dalla tua vita.
      Le mie righe sono sempre pronte ad accogliere ogni tuo pensiero.
      Ti abbraccio forte, amico poeta!

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