Dovunque tu vada, solo bagaglio a mano

Solo bagaglio a mano

Ai puristi di Romagnoli il parallelismo forse non piacerà.

A chi venera Kabat-Zinn, temo, nemmeno.

Cosa possano avere in comune un racconto autobiografico sul non essere ingombranti ed un manuale che approccia le tecniche di meditazione, è domanda legittima. Di dare una risposta convincente non so se son capace, ultimamente ragiono per assonanze, che non sempre son plausibili, anzi spesso sono ingannevoli; più per chi mi legge, che per me, a onor del vero.

Di Solo bagaglio a mano c’è chi dice che sia un manifesto, chi lo giudica una trovata furba, chi, ancora, un libercolo da poco. Io trovo che sia un’introspezione acuta condita da una buona dose di seduzione del lettore, come solo il talento narrativo di Romagnoli è capace di fare. Il bagaglio aeroportuale da riempire con poche cose è una metafora della leggerezza, dell’esistenza scevra da ogni appesantimento, materiale o spirituale che sia.

Dovunque tu vada ci sei già è una pietra miliare della meditazione in chiave divulgativa. Me lo sono ritrovata fra le mani per sbaglio – ero convinta di aver comprato altro – eppur l’ho letto volentieri ed ho messo nel mirino un bersaglio su cui concentrarmi d’ora in poi, quello dell’assenza di pensieri, del nulla se non l’istante presente, dello svuotare la mente. La  leggerezza, appunto.

A volte le analogie stanno nelle intuizioni dei singoli ed è difficile spiegarle ad altri, così come le illazioni, le allusioni, i rimandi. Spesso vivono in chi scrive come bolle avulse e scollegate dai contesti, mentre nella mente di chi legge devono trovare ancoraggi concreti, per forza. La differenza fra realtà e narrazione sta proprio qui, nell’astrazione. C’è chi la pratica, chi vi si accanisce contro. Siam fatti così, troviamo il male dove ci fa comodo scovarlo, il bene solo se siam capaci di vederlo. E nei momenti critici è il male la lettura più immediata, mentre il bene ci appare bendato, purtroppo.

Difficile capirci qualcosa, lo so. E forse non ci ho capito nemmeno io, chissà.

Una sola regola mi pare chiara:
che i conti, alla fine di ogni gioco, si fanno solo con se stessi.
Che la risposta ad ogni quesito sia questa? Probabile.
Sono tempi così, portiamo pazienza, vicendevolmente.

8 pensieri su “Dovunque tu vada, solo bagaglio a mano

  1. Non ho letto questi libri, ma leggendo il tuo post trovo anch’io che ci sia una chiara analogia. L’essenzialità del bagaglio a mano è una metafora perfetta per descrivere lo spirito leggero di chi pratica la meditazione. L’hai spiegato bene sai? Ciao Stefi

  2. Romagnoli me lo devo procurare perchè anch’io ho la fissa del bagaglio leggero, reale se viaggio in bici, metaforico se viaggio nella vita 🙂
    quanto alle assonanze, ai giochi di agganci e richiami che uno si fa nella propria testa, ho imparato che “da fuori” bisogna prenderli per buoni senza pretendere di mettergli addosso il vestito della logica:)
    ml

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