Ombra e luce

Monza 2015

Fra luce ed ombra la differenza dovrebbe essere chiara: a seconda che prevalga l’una o l’altra le pupille si dilatano o si restringono, sulla pelle si avverte il tepore o il refrigerio, nei pensieri prevale la speranza o la rassegnazione.

E visto che da Monza mi aspetto sempre qualcosa in più, non solo in termini di risultato, ma anche di empatia con la gara, di coinvolgimento emotivo, di energia sottocute, oggi ho faticato non poco a delineare il confine fra il chiarore e l’oscurità. Luce ed ombra si sono confuse e ne è venuto fuori un Gran premio sfuocato, un Gran premio come un altro, una gara che è volta via così, sull’onda di una partenza sfortunata e di una difficile rimonta.

C’è poco da fare: Lewis ha una grande macchina e la guida da campione. Le Rosse corrono, danno il meglio, mettono in pista un team compatto che va oltre le individualità, ma sul gradino più alto non riescono a salire. Seb c’è e non è cosa da poco, però i secondi di distacco sono venticinque: un’eternità.

E mentre guardo l’onda umana, emozionante e unica, che affolla la pista, rimugino sull’antistallo di Kimi. Sono certa che anche lui, stasera, ci penserà.

14 pensieri su “Ombra e luce

  1. Cara Stefania
    bello il tuo risvolto poetico nel commentare la gara.
    Sinonimo di una grande interiorità,
    rivelata nelle tue righe di meravigliosa scrittrice
    che sei tu!
    Mirco

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