Prohibita imago

Prohibita imago

Spero non si offenda Valentina Olivastri se la definisco una Dan Brown all’italiana.
E’ un complimento onesto il mio e il paragone mi pare lusinghiero.
Prohibita imago è un romanzo rapido, che recupera un frammento specifico della storia dell’arte rinascimentale rendendolo facilmente comprensibile ed accessibile ai più. Merito di una scrittura semplice che non conosce orpelli e di una narrazione scorrevole, volutamente nozionistica ed efficace.

E’ capace Valentina Olivastri di miscelare gli elementi tipici, fruibili e leggeri, del giallo d’evasione: l’azione, i sentimenti, l’intreccio noir, gli indizi disseminati per aiutare il lettore a scovare il colpevole, l’ambientazione storico artistica, i segreti dei protagonisti. Elementi che, in Prohibita imago, si concretizzano nel bel tenebroso con la camicia di lino, nella mente scaltra e criminale, nella studiosa freddina che si rivela passionale, nella colonizzazione inglese delle colline toscane, nel figlio scapestrato e rancoroso, nella gran dama altezzosa che nasconde grandi sofferenze, nel nonno che non c’è più, ma che ammanta tutta la storia e, quasi, la risolve.

L’assassino è prevedibile, visto il numero esiguo di personaggi, e il romanzo scorre via veloce, in formato take away, con la risacca in sottofondo. E’ stato piacevole leggerlo sotto il cielo azzurro di Cavoli, distesa su una roccia rovente, ai piedi di un mare cristallino invaso dalle meduse.
Lettura da spiaggia perfetta. Da infilare in valigia, se mai tornerà il sole.

Odiava gli addii. C’era sempre un che di forzato, le parole non esprimevano mai i veri sentimenti, ma solo mezze verità.