Col sorriso, pedala

Pedala, col sorriso sulle labbra, tutte le mattine feriali. Non so quale sia l’origine del suo percorso, conosco solo una parte del suo viaggio. Pure l’approdo, ignoro. Saranno almeno dieci km, misurati a spanne, stando a ciò che posso vedere fra le nubi e gli spiragli di sole di questa estate bizzarra.

Fosse una ciclista con tanto di tuta tecnica e casco aerodinamico, mi sembrerebbe normale, nemmeno la noterei; ma ciclista non è, sportiva nemmeno.

E’ una donna in carriera, o almeno questa è l’idea che mi sono fatta di lei.
Indossa, ogni giorno, lo stesso vestito damascato in tre diverse varianti di colore: il lunedì viola, il martedì verde, il mercoledì blu scuro, che poi ripete, nella medesima sequenza, alterando la corrispondenza fra colori e giorni della settimana perchè, con i gruppi dispari, i conti non tornano. Sopra l’abito una giacca bianca, elegante, dal bavero tirato su. Ha le gambe nude, i piedi protetti da sandali colorati, le braccia elastiche e la presa salda sul manubrio. Nel cestino, la borsetta.

La supero ogni mattina, ad altezze diverse della porzione di percorso che condividiamo, a volte in mezzo alla campagna, ogni tanto nell’incrocio di un paese o sulla provinciale, dove le auto sfrecciano e, pericolosamente, la sfiorano. Sempre più spesso, mentre la affianco con l’auto per superarla, la guardo. Mi incuriosisce l’eleganza che pedala, quei lunghi capelli biondi quasi sempre liberi e scompigliati dal vento, quegli occhi invisibili dietro i grandi occhiali scuri che le negano l’espressione. Vedo solo le labbra: sicure, sfrontate, sorridenti.

Provo l’impulso di accostare, fermarmi, fermarla, presentarmi. E chiederle come si fa, alle 7,30 di ogni mattina, ad affrontare una pedalata così impegnativa con quel sorriso rassicurante pennellato sulle labbra.

Vorrei che mi rispondesse: “Si, è davvero possibile trattare la vita così.”

Pedala

12 pensieri su “Col sorriso, pedala

  1. Mi rifaccio alle tante precedenti occasioni in cui la tua vocazione di osservatrice attenta delle cose accadute sotto i tuoi occhi, le hai tradotte in storie. Il tuo prodotto letterario, pubblicato su righe orizzontali è stato (come lo è sempre qualsiasi sia lo scrivente giornalista, cronista o scrittore) una mediazione necessaria per poter inserire quei tasselli di vita o personalità dell’oggetto da te osservato che inevitabilmente non conoscevi. Tasselli però indispensabili all’economia della storia. Senz’altro pedalavi con lei tutte le volte che i vostri percorsi diventavano comuni. Quei piedi, propaggini terminali del motorino rappresentato dalle gambe nude, oggetto in altri tempi e citato da celebri canzoni, dell’attrazione sensuale, pulita e insieme maliziosa, di sguardi maschili Quelle gambe erano per qualche attimo le tue (forse). Forse (e qui anch’io continuo il gioco sostituendo mie fantasie alle tue) ti dovevi immedesimare in lei per poter completare quei tratti di personalità che ti servivano per darti delle risposte. Poi di nuovo ad abbandonarti a tutto di lei che più era appariscente e giocoso: “l’eleganza che pedala, quei lunghi capelli biondi quasi sempre liberi e scompigliati dal vento, quegli occhi invisibili dietro i grandi occhiali scuri che le negano l’espressione, le labbra sicure, sfrontate, sorridenti”. Se ti conosco credo che allontanerai da te, più che potrai, la tentazione di fermarla, perchè prevarrà in te la tentazione di inventarla come un po’ hai già fatto. Di relegarla, il più possibile, nel ruolo di depositaria di una verità: piccola, naturale, armonica.

    • Mi conosci Franco, la mescolanza, l’immaginazione e l’immedesimazione nutrono fantasia e realtà. A volte mi specchio in chi incontro, a volte anelo, a volte respingo. Sempre, però, c’è un sottofondo intimo che lascio sospeso, volutamente. Hai capito come sono, grazie. Un abbraccio vero.

      • Vero, troppo presi nelle nostre corse quotidiane. Si, più o meno tutte le mattine alla stessa ora, questa donna sulla cinquantina riusciva alle sette e mezza del mattino ad affrontare una salita durissima in bicicletta. Pantaloni, maglietta, capelli corti, fisico asciutto. Affrontava quella salita in piedi e con forza…mi è’ rimasta impressa. Ho cambiato strada, quindi non la vedo più…

      • Mi piace pensare che te ne abbia trasmessa un po’ di quella forza mattutina. E’ importante riuscire a cogliere negli altri, anche se sconosciuti, i messaggi positivi che emanano. Grazie Cri, buona domenica.

      • Quando la superavo in macchina, notavo la sua caparbietà nell’affrontare quella salita così dura…avevo voglia di abbassare il finestrino e gridarle “buongiorno”! Buona serata

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