Ovunque, proteggici

Ovunque

L’ho letto lentamente, con l’attenzione e la dedizione che riservo ai libri importanti. Ad alta voce ho ripetuto, e nel silenzio ho ripercorso, le pagine più dense. Quasi tutte, direi.

Un tragitto lungo, a tratti arduo come scalare una montagna a piedi nudi, impegnativo come una responsabilità che non si vuole avere, stimolante e pervasivo come una sfida continua che non si deve perdere. E’ così Ovunque, proteggici di Elisa Ruotolo: un romanzo di sostanza, un racconto doloroso, rivelatore di una lingua che credevo esaurita e che invece ho riscoperto viva e vigorosa.

Ci sono inciampata su Ovunque, proteggici leggendo una recensione autorevole che così titolava: Più puzzolente e affascinante di Cent’anni di solitudine. Lascerei stare Gabo, non scomoderei “Cent’anni”, romanzo assoluto che di paragoni non ne può avere.

Ovunque, proteggici ha valore intrinseco, consistente di trame e personaggi, ricco di una prosa meravigliosa che di paragoni non ha bisogno.

Elisa Ruotolo merita di essere letta perché è capace di elevare il linguaggio e di arricchire con le parole. Nella mia libreria, la posiziono fra i classici, perché dei classici ha la forza e perché dei classici, ne sono certa, avrà la stessa, inesauribile, durata.

Dicono ci sia un punto debole nelle cose. Nei vetri, per frantumarli. Nel ferro, per domarne la forma. Nei corpi, per morirne.

Ovunque

31 pensieri su “Ovunque, proteggici

    • Non te ne pentirai Maria cara! La montagna è un buon luogo in cui leggerlo perché è un romanzo che richiede pace, riflessione, dedizione. Fammi sapere, mi raccomando. Un abbraccio e buone vacanze.

  1. L’avevo letta anch’io quella recensione su vanity e mi avevano colpito molto le parole del giornalista, se ben ricordo era una recensione in forma di lettera. Si, lo leggerò!

  2. ciao stefania
    condivido a pieno il piacere provato nel leggere pagina dopo pagina, anzi riga dopo riga, quasi parola dopo parola, il libro di elisa. come tutti i libri che ti riempono l’anima e sono scritti benissimo donando senso e significato alla nostra lingua, ho rallentato la lettura al minimo.
    il mondo che ne esce ci appartiene nel profondo anche se non lo abbiamo vissuto, parla dei miei nonni dei miei bisnonni, dell’italia che eravamo, della nostra gente… ho riprovato la stessa sorpresa di quando lessi il verga a 16 anni. un mondo che ti si svela, un mondo che è in te anche se non lo sai. per questo soprattutto ringrazio elisa, per averci aperto le porte di un’italia dimenticata, fatta di anime doloranti e maledettamente vere.
    la mia libreria non l’ho divisa è un grande caos, ma condivido pienamente che il libro di elisa ha il sapore amaro e profondo di un bel classico
    auguro a tutti di ritrovarsi tra le pagine di questo libro e le stanze di villa gerosa, presto o tardi

    • Mi rende felice, cara Emilia, trovarti qui fra le mie righe, sei la benvenuta! E mi rende felice sapere che anche tu hai apprezzato così tanto questo romanzo. Hai colto la forza endemica dei contenuti, il senso rinnovato che Elisa ha saputo dare al linguaggio narrativo e ti sei goduta con calma una lettura che merita lentezza. Se Elisa è in ascolto, sono certa che il tuo commento renderà felice anche lei.
      Pochi giorni fa, di fronte alla richiesta di una “collega” blogger di indicare il miglior romanzo del 2014, non ho avuto esitazioni a rispondere: “Ovunque, proteggici”.
      Grazie Emi, spero di incontrarti presto, fra le mie righe e sui colli jesini.

    • Cara Emilia, che gioia mi danno le tue parole! Ti sono molto grata per la lettura; per aver letto piano, assaporando ogni frase, ogni parola…
      Con la stessa cura che ho usato io scrivendo.
      A presto e un abbraccio,
      Elisa

      • ti dirò di più cara elisa (è bello poterti parlare 🙂
        mi ero ripromessa di rileggerlo perché sono sicura che mi sono persa un sacco di cose pur assaporandolo con lentezza…
        io sono un buon test per gli scrittori: ho pochissima memoria “narrativa”, ricordo pochissimo delle trame e di come si snodano i fatti, ma quando un libro è bello e ben scritto (le due cose vanno per forza insieme), cioè ha qualcosa da dire e lo dice bene, allora mi si appiccicano addosso delle emozioni, delle fotografie, degli scenari, dei profumi, delle visioni, dei percorsi, dei gesti, perfino dei sapori (per esempio ho assaggiato tutti gli intrugli erboristici di… ecco, i nomi poi non li ricordo mai!) di cui non mi libero più per molto tempo.
        il tuo libro elisa mi sta ancora appiccicato all’anima e di tanto in tanto visioni, volti, rumori, sapori mi si manifestano come ricordi di una vita reale vissuta insieme ai tuoi personaggi a villa gerosa. mi hai regalato un mondo, può esserci cosa più bella? grazie.

        un altro libro mi ha fatto lo stesso effetto ultimamente, anche se in misura minore perché molto meno popolato e più intimistico. parlo di Mia madre è un fiume, di Donatella di Pietrantonio… lo conoscete?
        va assolutamente letto, soprattutto per donne della nostra età che hanno ancora qualcosa da “risolvere”, o semplicemente pensare, in merito alle proprie madri 🙂

  3. Cara Emilia,
    non riesco a immaginare lettura migliore della tua… Riguardo la rimozione dei dettagli narrativi, trovi poi in me un’alleata: capita anche a me di dimenticare. Ma conta che tu sia entrata a Villa Girosa e che ne sia uscita conservando qualcosa che né il tempo, né la dimenticanza potranno sottrarti.

    Conosco personalmente Donatella e sono felice che tu abbia apprezzato quel romanzo, che é di rara bellezza e profonditá. Come del resto il duccessivo: Bella mia.

    A presto, Emilia.
    Un forte abbraccio.
    E.

    • allora approfitto per mandare i miei saluti e i miei grazie anche alla signora Pietrantonio che ho avuto il piacere di ascoltare oltre che di leggere.
      Bella mia sarà il mio prossimo libro da leggere…
      cari saluti

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