Il grano di Fabiano

Ti sto guardando Fabiano.

Anche se ho gli occhi chiusi, ti vedo.

Vedo il ragazzino che eri fino a pochi giorni fa, chiuso nella tua stanza a studiare per l’esame di maturità. Ti sento ripetere ad alta voce la storia della filosofia e raccontare la letteratura greca come fosse una favola. Hai una voce altalenante, morbida e stridula, vigorosa e timida, che cambia col mutare dei tuoi ragionamenti. Mi piace ascoltare, dall’altra parte della porta, l’andamento dissonante delle tue corde vocali. Assorbo, contemplandoti assorto nelle meditazioni di fine adolescenza, la forza dei tuoi anni. Scorgo, nelle tue spalle grandi e nei peli folti che ti spuntano dalle ascelle, i segni della pubertà compiuta che marcano il passaggio irreversibile all’età delle responsabilità.

Vedo l’uomo che sei diventato tuo malgrado, per colpa di un incidente, di una disattenzione, di una follia. Nemmeno tu sai come chiamarla.

Sento il trillo del campanello, il cigolio smorzato della porta di casa che si apre,  il ticchettare di tacchi sconosciuti associati all’immagine di un’estranea che incombe in salotto comportandosi come fosse una di famiglia. Tanti anni più di te, un’identità formata, una presenza adulta. Dimentico, mentre ascolto le sue parole, cosa sia l’educazione, e inveisco, mi scaglio contro di lei contravvenendo al ritegno che sarebbe consono per la mia età. Dice di essere in attesa di un figlio tuo, dice di amarti, dice di volerti sposare. Nulla voglio sapere di lei, solo annientarla, distruggerla, eliminarla dalle nostre vite.

Osservo il tuo sguardo fisso sul pavimento, lo so che vorresti inondare di lacrime il parquet. E invece provi a comportarti da uomo, ti cali nella parte dell’adulto che non sei e tenti di convincerci che ce la farai, che ce la farete.

Il grano di sale che sto facendo scivolare fra le dita della mano destra si sta sciogliendo. Gli spigoli non ci sono più, è diventato piatto ed appiccicoso. Il calore delle mie mani trasuda rabbia, rancore, odio. Sentimenti che non sono miei.

Che il grano di sale ti protegga Fabiano, che ci protegga tutti.

Fabiano

(fine seconda parte)

 

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9 thoughts on “Il grano di Fabiano

  1. Tice ha una meravigliosa partigianeria degli affetti, una difesa spudorata per il nipote che la porta a prendere a male parole la donna che pure aveva le sue buone ragioni. Mi ricorda mia nonna, che qualunque malefatta avessi fatto mi diceva bravo! E disicuro, mia nonna, avesse conosciuto il rito dei grani avrebbe passato le sere a propiziarci il futuro, a me e ai miei fratelli.
    ml

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