Storia ordinaria di incomunicabilità

E’ una piccola Opel, di un modello vetusto che vendevano vent’anni fa. Ha la vernice rossa metallizzata, opacizzata dalle intemperie e dallo scorrere del tempo. Ferma, nel più grande parcheggio scambiatore della città, ospita una coppia; che siano amici, fratelli o fidanzati non saprei dirlo. Parcheggio nello stallo di fronte alla Opel e la scena che catturo dentro l’abitacolo mi colpisce.

Lei, giovanissima, la patente l’ha presa da poco. Siede al posto dell’autista, ha le ginocchia tirate su, stanche, poggiate mollemente sul volante. Il cappuccio di una felpa nera le copre la testa. Qualche ricciolo arruffato, sfuggito alla barriera protettiva del copricapo, le contorna il viso i cui lineamenti, di per sé dolci, sono resi duri da un’espressione rabbuiata e torva. Due sottili fili bianchi le scendono dalle orecchie, sta ascoltando l’Ipod e muove ritmicamente il capo fissando il vuoto davanti a sé.

Lui, seduto alla sua destra, ha qualche anno in più. Uno di quei bei visi spalancati che hanno i ragazzi seri di oggi, la barbetta, il capello scomposto, una giacchetta verde dal taglio sportivo. Cerca di comunicare con lei, parla velocemente, gesticola, si agita, apre i palmi delle mani e li muove rapidamente in avanti, come a percorrere due binari paralleli. Forse vuole indicarle una via.

Lei non parla, sono la sua postura sgarbata e la sua ricercata indifferenza a darle voce.
Lui si prodiga, fiducioso di convincerla.
Lei lo sfida, ignorandolo.

Mi viene voglia di prenderla per le spalle e di scuoterla.
Mi viene voglia di dirle: “Metti da parte il tuo orgoglio e ascolta questo bravo ragazzo! Se continui ad ignorarlo, lo perderai.”

Ma intervenire non posso, scendo dall’auto e mi avvio per la mia strada.

Parcheggio

 

 

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35 thoughts on “Storia ordinaria di incomunicabilità

      • Concordo! Quello che hai descritto mi sembra proprio la scena di incomunicabilità che a volte capita tra due persone che si amano, ma che a volte non trovano le parole per spiegarsi, farsi capire… E preferiscono il silenzio! A me è capitato! Si capiva? 😉

      • Non mi è sembrato. Quando una vuole rompere definitivamente si chiude in un silenzio maleducato, snobba e ignora, o reagisce, scalpita e urla? Forse lei voleva solo far notare la sua superiorità, non rendendosi conto che dimostrava di essere immatura. Che bello questo scambio di opinioni, nessuno però li vede come due amici. Cosa curiosa, non trovi? Il legame affettivo dev’essere di sangue o di cuore, ci viene sempre da pensare alle viscere, ai rapporti forti, non alle tenere amicizie. Ci proiettiamo nelle storie che vediamo, troviamo pezzetti di noi in piccoli frammenti delle vite degli altri.

      • … Esattamente come ci proiettiamo nei libri che leggiamo, tanti piccoli pezzi di noi che leggiamo attraverso Anna Karenina, Aomame, Amanda, Daniel, e i tantissimi altri protagonisti dei nostri amatissimi libri!

  1. il fratello maggiore le stava insegnando a guidare (mettendo a repentaglio la sua scassatissima auto), lei ha sbagliato manovra e lui a gesti le sta spiegando come avrebbe dovuto fare. lei naturalmente non l’ascolta..lei sa già come si fa a guidare.
    …ma che cos’è un parcheggio “scambiatore”?..o è uno scambio che si sa ma non si dice?

  2. Propendo per la versione dei fratelli. Lui mi fa tenerezza, lei meriterebbe una belle scrollata. Se avessi assistito io alla scena, avrei avuto il tuo stesso desiderio di scuoterla. Bel racconto Stefi!

  3. Se devo essere sincera lei mi ricorda tanto i miei momenti di incavolatura acuta..
    quando sono nera mi chiudo a riccio…non pronuncio parola neanche sotto tortura
    devo sbollire e lo faccio in silenzio mettendo a dura prova la pazienza altrui
    Sono imperdonabile

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