Storia di Silvia che prende il volo

Non è stato facile salutare tutti, uscire di casa, chiudere la porta e resistere alla tentazione di voltarsi indietro. Ha pensato alle parole del nonno: “Silvietta, se solo lo vuoi, il mondo è tuo”. Le si sono riempiti gli occhi di lacrime e non ha saputo trovare le parole per salutarlo. Lo ha guardato commossa mentre le sue mani nodose le accarezzavano le guance. Si è infilata il cappotto e lentamente è fuggita, inaugurando il nuovo anno con un progetto ambizioso nel cuore: farcela da sola dall’altra parte della Terra.

Salirà su quel volo della Quantas in silenzio, nella sua natura di ragazza solitaria che orgogliosamente va incontro al futuro. Oltre l’oceano c’è il mondo che deve conquistare; crescerà anche là, né è sicura.

Prendere il volo a vent’anni è fin troppo facile. Il difficile è non perdersi, sapersi sempre ritrovare nei silenzi dei propri percorsi.

E’ un anno nuovo per tutti, per Silvia un po’ di più.

Auguri!

1 gennaio

6 pensieri su “Storia di Silvia che prende il volo

  1. E se fosse tempo anche per noi quarantenni di prendere il volo? il dilemma tra stare in un mondo più sicuro (ma solo perchè conosciuto) e andare verso un futuro ignoto mi attanaglia spesso all’inizio di un nuovo anno o vicino al compleanno. Ora più che mai mi chiedo se questo sia l’ambiente in cui voglio far crescere i miei figli e me (perchè no?). So che la risposta giusta in assoluto non ci sarà mai e il dubbio ritorna…

    • Quante volte ne parliamo? Quante volte desideriamo volare via e facciamo sogni che varcano l’oceano? Serve molto coraggio Robbi, una grande determinazione ed una buona dose di fortuna. Hai ragione, la risposta giusta non c’è, ma il solo fatto d’interrogarsi è un segnale di libertà e maturità. Ti abbraccio forte!

  2. … è un anno nuovo per tutti …”lasciare il vecchio per il nuovo sai quel che lasci e non quel che trovi” ….in questo caso, non abbiamo alternative.. ma per noi spietati ottimisti diciamo “AUGURI ALL’ANNO NUOVO”… perchè l’attacco è la miglior difesa e … via discorrendo di “NON SENSE in NON SENSE”…..

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