Senza Ritegno – tentativi di esegesi

La fiamma si fa labile nell’insensibile

Questo verso di Raphael Gualazzi mi gira in testa da diversi giorni. Mi fa pensare agli anni del liceo quando, leggendo una poesia, il Prof. di lettere mi chiedeva: “Cosa vuole esprimere l’autore con questo verso?”

Per me era sempre una sfida, perché mettevo in dubbio le interpretazioni che i critici davano di versi famosi della letteratura italiana. Chi l’ha detto che l’autore voleva dire proprio quella cosa? Se l’ha detto lui, se l’ha raccontato a qualcuno, se l’ha scritto da qualche parte, allora ci credo; ma se è un’interpretazione di studiosi vissuti cent’anni dopo quel poeta, allora tale rimane: un’interpretazione! E se così è, allora anche la mia di interpretazioni può avere una sua dignità.

Infatti amavo gli ermetici nei cui versi criptici si potevano cogliere significati diversi e trovavo stimolante che ogni mio compagno di classe potesse percepire qualcosa di completamente differente da me in una poesia di Montale o di Ungaretti. Era sempre un bel confronto, un esercizio di elasticità mentale che ancora mi diverte.

La fiamma si fa labile nell’insensibile è un’affascinante verso oscuro che si presta a diverse interpretazioni. Ecco quelle che trovo io:

  1. La fiamma scotta, brucia e fa male, ma quando nella vita hai sofferto così tanto da diventare quasi insensibile, la fiamma non può più bruciarti.
  2. Sei così malvagio e il tuo animo è talmente arido che nemmeno una fiamma è in grado di procurarti dolore.
  3. Ti stai addormentando, sei proprio nel momento che precede l’oblio, la fiamma della candela che stai guardando diventa sempre più fioca ai tuoi occhi perché stai per cadere nell’insensibilità del sonno dove sai che non potrai più scottarti.

E ancora, un altro verso sibillino:

Non c’è vergogna se non quella di un cieca acquiescenza per viltà

  1. E’ vergognoso assecondare chi ci sovrasta senza mai interrogarci, significa essere codardi e incapaci di affrontare la realtà.
  2. L’accettazione acritica di tutto ciò che ci propinano è un segnale inequivocabile di vigliaccheria di cui dovremmo vergognarci. La nostra opinione vale quanto quella degli altri, troviamo il coraggio di affermarla.
  3. Accettare tutte le condizioni imposte da un amore distruttivo per la sola paura di perderlo, dovrebbe farci vergognare di noi stessi. L’amore non è buia remissività, è un’altra cosa.

Se qualcuno di voi conosce Raphael può chiedergli, per favore, cosa voleva dire con questi versi? Così, una volta per tutte, avremo la conferma definitiva che solo chi scrive conosce, nel suo profondo, il significato delle proprie parole.

2 pensieri su “Senza Ritegno – tentativi di esegesi

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